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CARPE DIEM

Dario Agrimi                                                                                                        – Redazione

I lavori di Dario Agrimi mostrano una certa irriverenza, ma un’irriverenza pacificamente “ingenua”, nel senso della linearità della narrazione, in cui tutto è chiaro, comprensibile. Un fare “disciplinato” in grado di farsi leggere per quello che è. È la semplicità dei mezzi, associata, talora, a titoli di oraziana “memoria”, quale è, ad esempio, Carpe diem.

Opera che sembra tradurre in maniera esemplare l’equilibrio precario, instabile dell’essere umano. Una sedia si regge su quattro palline da tennis, in un accostamento a prima vista inusuale. Ma la scelta non è certamente casuale, così come   afferma l’artista.
“Si tratta di oggetti tipici che caratterizzano la loro specie, se decido di usare una sedia, non utilizzo una sedia qualunque, ma una di quelle che conosciamo meglio nell’immaginario collettivo.
Stessa cosa se dovessi utilizzare un telefono o un qualunque altro oggetto, non si tratta mai di objet trouvè, ma di oggetti cercati, l’idea viene prima.”
Una società fondata sull’apparenza come può crescere e non essere presa in giro se l’abito non fa il monaco?”
E allora, strani animali atteggiati in pose e fogge quasi umane e uomini e donne alle prese con pratiche funamboliche, il tutto realizzato con una precisione del segno palese tanto nelle installazioni quanto sulle superfici bidimensionali. Un campionario di personaggi impegnati nel mostrare se stessi,  in una sfida con la forza di gravità, cercando di non perdere l’equilibrio in un fare ludico pronto, forse, a trarre in inganno. Ecco, Dario Agrimi si diverte molto a prenderla in giro questa società, sembra quasi di vederlo mentre da dietro un angolo, osserva compiaciuto  un pubblico imbarazzato e sbigottito per aver turbato quell’equilibrio così fragile –  facendo cadere la sedia – per il solo  impulso infantile quanto impellente di toccare con mano, di tastare la sostanza dell’arte.  
 
CARPE DIEM, 2010. Sedia e palline da tennis, dimensioni reali. Courtesy Formaquattro, Bari.
 
p.3 SMALL ZINE n. 1, Gennaio_Febbraio_Marzo 2012

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