Venerdì 5 e sabato 6 giugno, ore 19
Punta della Dogana, Venezia
Per il secondo appuntamento del ciclo Extended, la regista e sceneggiatrice francese Alice Diop presenta, in prima italiana, a Punta della Dogana, venerdì 5 e sabato 6 giugno 2026, alle ore 19.00, Le Voyage de la Vénus Noire, la sua prima performance teatrale nata dalla lettura dell’omonimo testo dell’artista e poetessa Robin Coste Lewis.
Concepita come un’odissea poetica e metaforica, l’opera attraversa spazio e tempo per restituire voce e presenza a figure rimosse dalla storia dell’arte occidentale, a volte rese anonime o trasformate in ornamenti. In una forma scenica essenziale e intima, presentata a Punta della Dogana nell’iconica sala del cubo di Tadao Ando, nel cuore della mostra “Lorna Simpson. Third Person” attualmente in corso, la regista si fa mediatrice del testo, dando corpo a un pensiero profondo e vibrante, capace di coinvolgere il pubblico con forza e sensibilità. Ne emerge un viaggio vertiginoso nel nostro subconscio visivo, dove affiorano immagini, stereotipi e fantasmi della rappresentazione, invitandoci a riflettere su come la violenza della Storia abbia plasmato il nostro io più intimo.
Biglietti 7€ intero / 5€ ridotto Members Pinault Collection
Prenotazioni aperte a questo link.
EXTENDED è un programma di performance di Palazzo Grassi a cura di Ilaria Mancia, curatrice di progetti interdisciplinari tra arti visive e performative, e dialoga con le specificità delle due sedi espositive veneziane attraverso una serie di appuntamenti live. Ogni incontro propone una performance in dialogo con l’architettura, trasformando Palazzo Grassi, Punta della Dogana e il Teatrino in spazi dinamici di ascolto, relazione e scoperta, secondo diverse temporalità di fruizione.
Alice Diop è una pluripremiata regista e sceneggiatrice francese di origine senegalese, nota per il suo cinema impegnato che esplora la società francese, la periferia e l’identità. Cresciuta a Aulnay-sous-Bois, ha studiato sociologia e storia, portando uno sguardo documentaristico e intimo in opere come Nous (2021) Vers la tendresse (2017). Il suo debutto nella finzione, Saint Omer (2022), ha vinto il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria e il Leone del Futuro a Venezia. Con l’obiettivo di interrogare la società francese partendo dai margini, si è distinta per la sua determinazione nel dare forma a percorsi unici, esplorando il personale per accedere all’universale. Il lavoro di Alice Diop indaga territori geografici ancora in gran parte assenti dalla maggior parte degli schermi cinematografici e mette insieme una varietà di dispositivi che attingono alla storia sia del cinema sia della letteratura. Osservate attraverso il prisma della banalità dell’esistenza umana, queste realtà trovano espressione in contesti diversi: dai viaggi sulla RER, alle conversazioni fuori dalle agenzie di scommesse, fino alla preparazione dei pasti in cucina. Intrisa di una finta semplicità (riprese in camera, tempo reale, saggio documentario), la sua opera trasforma le periferie in un terreno di sperimentazione al tempo stesso cinematografico, semantico e sociologico. La dimensione politica della vita quotidiana viene spogliata fino a un grado quasi estenuante, attraverso un approccio artistico tanto riflessivo quanto potente.
Il calendario completo della stagione culturale è disponibile sul sito di Palazzo Grassi, alla pagina “calendario”. www.pinaultcollection.com/palazzograssi.
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PCM Studio di Paola C. Manfredi
