Arbo-Real: corpo, natura e luce

Intervista a Chiara Cordeschi

di Maria Chiara Wang

Questa intervista è stata realizzata in occasione della recente esperienza viennese di Chiara Cordeschi, tra la personale Arbo-Real presso la Hinterland Galerie e la presenza a Parallel. Chiara crea le sue opere partendo dalla propria biografia ed esperienza personale. La pratica dell’autoritratto fotografico o della proiezione del sé si combina con il collage, la sculturina, i materiali d’archivio e altri media.

Maria Chiara Wang/ A settembre il tuo progetto Arbo-Real, curato da Oscarito Sanchez, è stato uno dei protagonisti della scena viennese, prima come solo show presso la Hinterland Galerie, poi con la partecipazione a Parallel al fianco di Adela Goldbard, Israel Martinez e Cecilia Miranda: qual è il bilancio di queste esperienze?

Chiara Cordeschi/ Nonostante la situazione attuale, devo dire che il bilancio è molto positivo. La mostra personale presso la Hinterland Galerie è stata una preziosa occasione di confronto in un ambiente sociale e artistico completamente nuovo. Inoltre, non conoscendo la lingua tedesca, le interazioni che ho avuto sono avvenute prettamente attraverso il lavoro, che è stato apprezzato oltre le aspettative anche da persone come Andreas Huber di Crone Galerie. A Parallel lo scambio è stato ancora più ricco. Sono rimasta affascinata dalla capacità dei tre artisti messicani di raccontare il proprio Paese, denunciandone diverse problematiche senza rinunciare all’aspetto poetico.

MCW/ Come ti è parso il circuito dell’arte oltralpe nella sua ripresa “post lockdown”? Ci sono stati affluenza e mercato sia in galleria che in fiera?

CC/ Chiaramente anche in Austria il mercato dell’arte ha dovuto fronteggiare parecchie difficoltà. Nonostante questo e nonostante l’affluenza contingentata del pubblico, il mio lavoro ha riscontrato un concreto interesse da parte dei collezionisti. Questo è stato per me un ulteriore incoraggiamento a proseguire il percorso artistico. L’Austria è un paese che dà grande importanza e sostegno all’arte, non ha rinunciato ad alcune delle sue fiere, come Parallel o Vienna Contemporanea, confermando la loro programmazione nel rispetto delle regole e delle limitazioni vigenti, senza ripiegare sul virtuale.

MCW/ La tua opera indaga il rapporto tra presenza corporea, natura e luce attraverso un linguaggio metaforico-simbolico: come descriveresti ulteriormente la tua ricerca?

CC/ Nella mia ricerca ci sono molti elementi autobiografici, prodotto di un’indagine e di una sublimazione del vissuto familiare. Riguardo gli strumenti che utilizzo, invece, è fondamentale il ruolo che ha rivestito – e che tuttora riveste – il mezzo fotografico. Anche se al momento mi sto indirizzando verso delle forme più scultoree e installative, la fotografia non smette mai di essere la cellula del mio lavoro. Fotografare mi ha insegnato a pensare per immagini e nella pratica questo tipo di pensiero può concretizzarsi in forme molto versatili.

MCW/ Arbo-Real è una ricerca della realtà, di un contatto con ciò che esiste, che è concreto e tangibile: se e in che modo il vissuto di questi ultimi mesi, forzatamente più legato alla virtualità, ha influenzato la tua produzione più recente?

CC/ Credo che in sé la situazione della pandemia mi abbia fatta regredire, ma in un senso positivo. L’imposizione del virtuale nella mia esperienza si è tradotta in una ricerca di concretezza più elementare ed ancestrale, in un’immersione in alcuni ricordi, in una ricerca di contatto con la terra, con le piante del giardino di mia nonna in Sardegna. Cose davvero semplici, eppure dense di significato. Così è nato Arbo-Real.

MCW/ Cos’ha determinato uno spostamento del focus dal tuo corpo e dal tuo vissuto al mondo esterno, qui rappresentato dagli elementi naturali? 


CC/ In generale posso dire che prima avevo uno sguardo più introspettivo che tendeva ad escludere qualsiasi tipo di ambiente o elemento derivato da esso. Cercavo molto dentro e mai fuori. Riavvicinandomi a ciò che la natura è stata per me da bambina, ho visto dei nuovi orizzonti aprirsi spontaneamente. Inoltre la consapevolezza attuale mi ha permesso di riprendere vecchie idee e disegni che risalgono a cinque o sei anni fa. Il mio percorso biografico e anche artistico, quindi, è emerso ugualmente, solo in maniera diversa.

Per entrambe: Chiara Cordeschi, “Arbo-Real” in mostra a Hinterland Galerie, Vienna, 2020. Courtesy dell’artista. 

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