CECILY BROWN

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di Federica Apa

Cecily Brown è una delle artiste più osannate del panorama internazionale contemporaneo, nata a Londra nel 1969 da madre scrittrice e padre critico d’arte. È figura pulsante della Young British Art che plasma il suo bagaglio accademico ma da cui prenderà ben presto le distanze concettuali, lasciando geograficamente la sua Inghilterra per trasferirsi definitivamente a New York e avvicinarsi all’Espressionismo astratto americano. L’appuntamento torinese rappresenta la prima grande esposizione in un’istituzione italiana, con circa 50 opere, dopo una piccola anticipazione nel 2003 presso il Macro di Roma sempre a cura di Danilo Eccher, provenienti dal suo studio personale e da alcune tra le più ricche raccolte d’arte private americane ed europee. La mostra presentata alla GAM, negli spazi di Underground Project, è composta da un vastissimo corpus di opere: 18 dipinti di grandi dimensioni, 24 opere su carta tra matita e inchiostro, gouache e acquarello oltre a 7 monotipi.La Brown rappresenta la realtà attraverso il gesto rapido e potente delle sue pennellate, ritmate da forme imprevedibili che impediscono all’occhio di sostare su un unico punto della composizione. Il segno pittorico è carico di quella manualità propria delle performance e della Body Art che imprime la fisicità del gesto. Le tecniche utilizzate nelle sue opere sono diverse: dalla matita, agli acquarelli, dall’inchiostro alla gouache così come lo è il suo immaginario che richiama la letteratura erotica tanto quanto le illustrazioni per bambini. È una realtà mutevole quella che racconta e lo si evince dal fervore eccessivo delle pennellate, ben sottolineato in alcuni lavori, che lasciano invece spazio ad un manualità più dolce in altri. Sono opere intrise di modelli classici che con grande abilità però la pittrice inglese supera, liberando i suoi soggetti all’interno di una realtà estetica nuova. Nella generazione dell’immagine è fondamentale la posizione unica della Brown: «Io non comprendo la distinzione fra astratto e figurativo. Sono portata verso la figura, verso il paesaggio, ma per me ha poco senso oggi “copiare la vita”. I miei dipinti vivono in una terra di mezzo, dove domina l’ambiguità, dove è impossibile definire qualcosa in modo conclusivo».

La mostra è stata resa possibile grazie al generoso supporto di Gagosian Gallery.

Veduta della mostra. Courtesy GAM, Torino

Cecily Brown, 17 ottobre – 1 Febbraio 2015, GAM,Via Magenta, 31 Torino