Ciò che resta | Alessio Bolognesi

a cura di Irene Finiguerra

dal 15 luglio fino al  22 agosto 2021

Palazzo Ferrero, Biella

Da giovedì 15 luglio fino al 22 agosto 2021, l’estate biellese si arricchisce della mostra personale di Alessio Bolognesi Ciò che resta, visitabile al Palazzo Ferrero di Biella presso gli spazi di BI-BOx Art Space (Corso del Piazzo, 25), a cura di Irene Finiguerra. L’esposizione presenta una doppia serie di lavori: da un lato, uno sguardo antropologico, indagando quanto di riti, feste o mitologie rimane nel vissuto quotidiano e nella sua ritualità, dall’altro, giocando come un Giano bifronte che, dopo aver guardato verso il passato, si volge al futuro, si immagina quello che resterà dell’oggi in un futuro prossimo come testimonianza del nostro vivere. Giovedì 15 luglio, in occasione dell’inaugurazione, la mostra sarà aperta dalle 18 alle 21. In seguito, sarà visitabile ogni venerdì, sabato e domenica dalle 15 alle 19. Ingresso gratuito. Ciò che resta. Il titolo della mostra rinvia a qualcosa di nostalgico, a quello che rimane, forse nella memoria o nel ricordo. Il primo gruppo di lavori si ispira alla profonda ricerca antropologica del fotografo francese Charles Fréger che ha studiato le tradizioni e i riti pagani di gruppi sociali di vari continenti, dall’Europa all’Asia, dall’Africa all’America. Sono uomini e donne che si mascherano, indossando costumi che li rendono simili agli animali che sono più vicini al loro ambiente e che venerano o temono. Attraverso le sue opere, Bolognesi si interroga su quanto di questi riti rimarrà vivo nelle generazioni future. La tecnica che utilizzata per le carte di questo ciclo viene descritta così dallo stesso artista: “la serie rappresenta una transizione e uno studio. Coesistono infatti elementi ormai consolidati, come i supporti realizzati tramite collage di carte antiche, con l’uso di una base di colore che tende ad essere un po’ più pittorica e meno riempitiva”. I lavori della seconda serie, Fossili urbani, presentano dei fossili che arrivano dal futuro: una visione che sottolinea l’urgenza di rispettare il nostro pianeta. I reperti del passato sono mescolati con oggetti di plastica, lattine, accendini: tutti quegli oggetti che l’incuria dell’umanità distribuisce senza pietà nel pianeta, contaminandolo con la nostra trascuratezza. Ciò che resterà alle prossime generazioni, segnala l’offesa subita dalla natura, creando dei fossili anomali. Per offrire disegni che siano tecnicamente vicini alle tavole naturalistiche ottocentesche, Bolognesi usa sempre carte antiche, applicate su pannelli insieme e stucco, sabbia e pittura al fine di richiamare l’aspetto di una pietra fossile. A siglare un sunto delle due serie, ovvero il passato e il futuro che si guardano e si interrogano, sono state selezionate inoltre alcune tavole della serie Memento mori, per ricordare come la vanità sia fragile e la vita sia da vivere con intelligenza e senza superbia. L’artista e la città di Biella. Con questa mostra, Bolognesi torna a Biella, città cara all’artista, dove peraltro ha già avuto modo di esprimere la propria vena artistica nell’ambito del progetto BAU (Biella Arte Urbana), attraverso i murales ben noti ai biellese che caratterizzano il parcheggio del Bellone: all’ingresso si trova la rappresentazione dell’orso, simbolo della città, alle cui spalle si delinea il profilo del Mucrone, e sono varie le opere che abbelliscono i piani dell’ascensore che conduce al Piazzo: le rose che evocano i roseti di Palazzo Gromo Losa, la trota marmorata dei torrenti delle vallate e il faggio, pianta riprodotta nello stemma cittadino. BI-BOx Art Space collabora con Bolognesi dal 2016, partecipando a varie fiere e curandone nel 2019 una mostra antologica ad Argenta.

 Alessio Bolognesi: Nasce nel 1978 a Ferrara – città nella quale vive e crea – membro del collettivo artistico Vida Krei (VKB). Studia Ingegneria Elettronica e lavora come 3d graphic designer, nel 2008 inizia a dipingere. Nel 2010 arrivano i primi premi e le mostre personali e collettive. Incline alla continua necessità di evolversi nel suo linguaggio ed esplorare nuovi temi.  È così che, dopo aver creato il suo alter-ego “Sfiggy” sono arrivato ai progetti [R]EVOLVE[R] e “ Un mare di plastica”, passando attraverso le serie “Fuori Orientamento” e “Di treni, scambi e passaggi a livello”, nelle quali  metabolizza i cambiamenti per trovare una nuova strada. Curioso per natura e sempre aperto al confronto ed alla contaminazione di culture e stili e questo si riflette sia sulle opere “da galleria” che sui lavori murali che realizza in tutta Italia e all’estero. Rappresentato da diverse gallerie in Italia, USA e Portogallo, partecipo a Festival ed eventi legati alla Street-Art ma “continuo a pensare che uscire con un secchio pieno di vernice e qualche spray e farsi una giornata in giro con gli amici a disegnaresu di un muro sia la cosa più bella del mondo.”

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AlessioBolognesi, S’Urtzu (Sardegna) 2020 acrilico e inchiostro su carta antica 60x80cm. Courtesy artista