La Società delle Api presenta la programmazione culturale 2026

La Società delle Api prende forma come una comunità di pratiche e di pensiero, costruita nel tempo attorno all’idea di ospitalità, condivisione della conoscenza e prossimità intellettuale. Più che un luogo: una geografia in movimento in cui artisti, designer, curatori e studiosi contribuiscono alla definizione di un ambiente comune, attraverso relazioni che si sedimentano e si trasformano.

Dopo l’apertura lo scorso febbraio in via Gregoriana 40 della sede romana dell’organizzazione non profit fondata e presieduta da Silvia Fiorucci, la Società delle Api inaugura il programma 2026: una articolata serie di progetti che si sviluppa lungo l’intero anno come costruzione progressiva, in cui il tempo della ricerca si intreccia a quello dell’abitare e dell’incontro.
Come sottolinea Silvia Fiorucci: «La Società delle Api nasce dal desiderio di costruire una comunità reale attorno agli artisti, offrendo loro non solo uno spazio, ma un contesto in cui poter sviluppare e condividere la propria ricerca. Il programma riflette questa idea: ogni progetto è un’occasione di incontro, un gesto di apertura, un modo per abitare insieme un luogo e trasformarlo
 
All’interno di questo orizzonte, la programmazione si configura come un processo condiviso in cui produzione, esposizione e relazione coincidono.  Mostre, residenze e programmi pubblici non si presentano come dispositivi autonomi, ma come articolazioni di uno stesso spazio esperienziale, spesso affidate agli artisti stessi nella loro costruzione e attivazione.
Nel 2026, le progettualità si radicano nella sede romana — cuore del progetto — e si estendono a Venezia e Kastellorizo, seguendo una geografia di lavoro che accompagna i processi di ricerca nei diversi contesti.

PROGRAMMAZIONE  2026

La programmazione si apre con la residenza a Roma in via Gregoriana 40 di Pol Taburet (1997) nell’ambito di un soggiorno creativo presso Villa Medici, in preparazione della sua mostra personale prevista il 15 maggio 2026.
La pratica di Taburet si sviluppa come un linguaggio pittorico iconoclasta, in cui convivono riferimenti alle sue origini caraibiche, tradizioni sincretiche e una rilettura della storia della pittura. Attraverso una tecnica ibrida che combina aerografo e pennello, l’artista costruisce immagini attraversate da figure ibride, sospese tra umano e animale, tra dimensione fisica e spirituale.
 
L’artista vive e lavora a Parigi. Ha esposto in importanti istituzioni internazionali, tra cui la 36ª Biennale di San Paolo (2025), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Madrid (2025), Schinkel Pavillon, Berlino (2025), Fondazione Longlati, Shanghai (2024), SONGEUN Art and Cultural Foundation, Seoul (2024), Lafayette Anticipations, Parigi (2023). Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche come Boros Collection, EMMA – Espoo Museum of Modern Art, Museo Reina Sofía e Pinault Collection.
Nel corso della primavera, la dimensione della produzione si estende anche alla sede veneziana della Fondazione.
Da metà aprile per tutto il periodo della BiennaleChiara Camoni e il suo team — Il Centro di Sperimentazione, che la affianca da alcuni anni come pratica di autorialità condivisa — sono ospitati a Palazzo Lezze Michiel a Venezia, mentre lavorano all’allestimento del Padiglione Italia della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – Biennale di Venezia.
L’ospitalità si configura come parte integrante del programma della Società delle Api, intesa come possibilità di accompagnare i processi di lavoro degli artisti in una dimensione di continuità, al di là del tempo espositivo.

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22 aprile – 23 settembre 2026
Soglia / Common Acts
Mostra presentata da Francis Offman
 
Con Soglia / Common Acts, la Società delle Api affida a Francis Offman il compito di presentare una mostra collettiva a partire dalla collezione di Silvia Fiorucci e a costruire un progetto espositivo come dispositivo di relazione.
In una sala della mostra, un grande arazzo disteso a terra — e non appeso — introduce il gesto che ne definisce l’intero impianto: per attraversare questo spazio è necessario togliersi le scarpe. Un’azione minima e radicale che trasforma l’ingresso in una soglia fisica e simbolica.
Il progetto si sviluppa a partire da una serie di atti comuni — camminare, sedersi, respirare, sostare — che appartengono alla dimensione domestica prima ancora che a quella espositiva. Elementi olfattivi, cromatici e tattili costruiscono un ambiente progressivamente percepibile, in cui gli interventi di Offman non si impongono come opere, ma operano come condizioni.
 
Le sale seguono una logica di decelerazione e accoglienza: dalle candele di Chiara Camoni alle sedute di Martin Eisler e Carlo Hauner, fino a un interno ricostruito da Sol Calero. Le opere — tra cui interventi di Etel AdnanFormafantasmaPier Paolo CalzolariCarla Accardi e Valentine Prissette — condividono un’attenzione ai materiali comuni, lontani dalla gerarchia della tradizione accademica.
In questo contesto, l’intervento di Offman si configura come un gesto preparatorio: un modo di predisporre lo spazio all’incontro, prima ancora che alla visione.
 
A settembre 2026 è previsto un talk con Francis Offman e la presentazione del booklet della mostra, edito da NERO Editions.
 
Nato a Butare (Ruanda) nel 1987, Francis Offman vive e lavora a Bologna. La sua pratica combina pittura, collage e installazione, utilizzando materiali recuperati come carte e tessuti. Le sue opere evocano memoria, identità e stratificazione culturale. Tra le mostre recenti: Gihanga Institute of Contemporary Art (GiCA), Kigali (2025); Taxispalais Kunsthalle Tirol, Innsbruck (2025); Secession, Vienna (2025); American Academy, Roma (2024); La Società delle Api, Monaco (2024); Mead Gallery, Warwick Arts Centre (2024); Tate Liverpool, Liverpool Biennale (2023). Collezioni pubbliche: FRAC Bretagne, Castello di Rivoli, MAMbo Bologna, The Hammer Museum Los Angeles.
 
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21 maggio, 25 giugno, 9 luglio 2026
Language Lost, Language Found: Poetic Interventions
A cura di Allison Grimaldi Donahue
 
Il programma prosegue con un ciclo di incontri dedicati alla poesia contemporanea, concepito come uno spazio di condivisione tra pratiche artistiche e scrittura. Attraverso performance, letture e workshop, il progetto invita artisti italiani e internazionali a esplorare la dimensione collettiva della poesia, restituendone al tempo stesso il carattere accessibile e quotidiano.
 
Allison Grimaldi Donahue (Middletown, Conn. USA) è autrice di The History of Breathing (Diaphnes, 2025), On Endings(Delere Press, 2019) e Body to Mineral (Publication Studio Vancouver, 2016) e e traduttrice di Blown Away di Vito M. Bonito (Fomite, 2021) e di Self-portrait di Carla Lonzi (Divided, 2021). Recentemente ha realizzato performance poetiche, installazione e azioni collettive presso Guggenheim Foundation Venice, Luci d’Artista Torino, MACTE Termoli, Museo Madre Napoli, Kunsthalle Bern, Sonnenstube Lugano, Short Theatre Roma, e Prosopopoeia Vienna. È vincitrice della XIV edizione del Premio del Italian Council per lo Sviluppo dei Talenti e il 2026 Premio Gallarate. Ha conseguito un PhD in filosofia presso la European Graduate School. Vive a Bologna.

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17 – 31 luglio 2026
31 agosto – 14 settembre 2026
Roma, Residenza d’artista di Valentine Prissette
 
La residenza estiva si sviluppa in due momenti e si concentra sulla produzione di dipinti su tessuto a partire da materiali e oggetti trovati nel contesto urbano romano.
La pratica di Valentine Prissette indaga la dimensione narrativa degli oggetti e la loro memoria, rielaborandoli in nuove configurazioni che oscillano tra ambiente domestico e costruzione scenografica, in un lavoro di traslazione e risonanza.
 
Valentine Prissette (1998) è un’artista visiva che vive e lavora a Parigi. Si è diplomata alle Belle Arti di Cergy nel 2022. La sua pratica si sviluppa intorno all’installazione, combinando tessile, legno e cera. Esplora la relazione tra il teatrale e il domestico, l’ambientale e il personale, le questioni di genere e l’astrazione. Attraverso la scenografia, l’artista crea frammenti d’interni, scene disabitate di un teatro in pausa. Evoca, tramite forme familiari, i racconti ambigui che si narrano prima di dormire.

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9 ottobre 2026 – fine gennaio 2027
Mostra di Chiara Camoni
A cura di Alice Motard
 
La mostra presenta una selezione di lavori di Chiara Camoni, la cui pratica attraversa scultura, ceramica, disegno e processi collaborativi. Centrale è il tema dell’autorialità condivisa e della relazione tra pratica artistica e comunità.
Il progetto è accompagnato da un public program che vede tra gli ospiti Cecilia Canziani. Il ciclo di incontri dal titolo La Giusta Misura – portato avanti da anni – si muove su piano teorico e pratico in dialogo e partecipazione con altre personalità.  È previsto anche un talk con l’artista a gennaio 2027, in occasione della presentazione del booklet prodotto da NERO Editions.
 
Chiara Camoni (1974) vive e lavora in un piccolo borgo nelle Alpi Apuane. La sua pratica consiste in disegno, stampa vegetale, video e soprattutto scultura, con particolare attenzione alla ceramica. I suoi lavori spesso derivano da collaborazioni con gruppi informali e spontanei o attraverso seminari più istituzionali e workshop. “Il Centro di Sperimentazione” è comparso a fianco dell’artista da alcuni anni come pratica di autorialità condivisa.

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12 – 26 ottobre 2026
Residenza di Niklas Böll e Simon Stanislawski
Porta Rossa, Kastellorizo
 
Nel mese di ottobre, la programmazione si estende all’isola di Kastellorizo, dove i designers Niklas Böll e Simon Stanislawski (entrambi parte del collettivo und.studio) sono invitati a sviluppare una residenza presso Porta Rossa, uno dei luoghi della geografia diffusa della Società delle Api.
Il progetto si fonda su un principio di radicamento nel contesto locale: la produzione avviene esclusivamente a partire da materiali reperiti sull’isola, senza l’introduzione di elementi esterni, in un processo che privilegia l’ascolto del territorio e la costruzione di relazioni con la comunità. La ricerca si sviluppa attraverso il dialogo tra materiali e registri differenti — tra elementi naturali e materiali sintetici riciclati — dando forma a un confronto tra dimensione ambientale e costruzione artificiale. In questo equilibrio, il lavoro si configura come una pratica situata, capace di restituire, attraverso la forma, le specificità del luogo.
 
und.studio è un collettivo con base a Berlino attivo tra design, pratica scultorea e ricerca sui materiali. Ne fanno parte, tra gli altri, Niklas Böll, designer formato all’Università delle Arti di Berlino, e Simon Stanislawski, il cui lavoro si colloca all’intersezione tra design del mobile e scultura, con particolare attenzione ai processi materici e al riuso.

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Gennaio, febbraio e marzo 2027
Your Body, Your Habitat
Public program a cura di Bianca Felicori
 
Il public program Your Body, Your Habitat indaga il rapporto tra corpo, abito e architettura, a partire dall’idea del vestito come prima forma di habitat. Attraverso incontri e conversazioni, il progetto esplora come, tra gli anni Sessanta e Duemila, pratiche interdisciplinari e innovazioni tecnologiche abbiano ridefinito il concetto di abitare, immaginando un’architettura adattabile, mobile e performativa.
L’evento inaugurale sarà accompagnato da uno speciale display e da proiezioni concepite come estensione del programma, con successive presentazioni internazionali.
 
Bianca Felicori (1994) è storica dell’architettura e curatrice. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Art de Bâtir et Urbanisme presso UCLouvain di Bruxelles, con borsa FNRS-ASP. È Head of Research all’Architectural Institute of Paris e docente presso NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. È fondatrice del progetto Forgotten Architecture e autrice dell’omonimo libro (Nero Editions, 2024). È co-fondatrice di DOPO?, spazio culturale indipendente a Milano dedicato alla ricerca interdisciplinare, alla produzione espositiva e a programmi pubblici che mettono in dialogo architettura, arte e cultura contemporanea.

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Febbraio 2027
Progetto espositivo di Anna Franceschini
A cura di Marianna Vecellio
 
Anna Franceschini lavora con una grande varietà di mezzi: dal film alla performance, dalla scultura cinetica alla fotocopia. I suoi video e film sono stati presentati in numerosi festival tra cui: Locarno Film Festival; IFFR/Rotterdam Film Festival; TFF/Torino Film Festival, Courtisane a Ghent, Lo Schermo dell’Arte a Firenze, il FIFA a Montreal e il Vilnius Film Festival. Mostre personali e performance includono: Kunstverein Gartenhaus, Vienna; Villa D’Este, Tivoli; Triennale, Milano; Istituto Svizzero, Milano; Emanuela Campoli Gallery, Parigi; Kunstverein für die Rheinlande und Westfalen, Düsseldorf; Spike Island, Bristol; Museion, Bolzano; Objectif Exhibitions, Anversa; GAM, Torino; Fiorucci Art Trust, Londra; Almanac, Londra; KIOSK, Ghent; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Peep Hole, Milano e Vistamare Milano/Pescara. Tra le sedi delle sue più recenti collettive: Fondazione Merz; Museo MADRE, Napoli; Museum Tinguely, Basilea; Mudam Luxembourg, Lussemburgo; MAXXI l’Aquila; Teatrino di Palazzo Grassi, Venezia; Quadriennale d’Arte, Palazzo delle Esposizioni, Roma; Neuer Kunstverein, Vienna; GAMeC, Bergamo; Salzburger Kunstverein, Salisburgo; (FKA) Witte de With, Rotterdam; Istituto Svizzero, Milano-Venezia; Fondazione ICA, Milano; MAXXI, Roma; CAC, Vilnius; MACRO, Roma; Matadero, Madrid; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Les Abbatoirs, Tolosa e Villa Medici, Roma. È finalista per il Premio Merz 2025. Nel 2017 il suo progetto CARTABURRO è stato vincitore dell’Italian Council, promosso dal Ministero della Cultura. Nel 2019 ha realizzato il cortometraggio BUSTROFEDICO, progetto speciale del Padiglione Italia della 58a Biennale Arte di Venezia. Nel 2022 è una delle vincitrici della Pollock-Krasner Foundation Grant. Il suo lavoro è parte di numerose collezioni pubbliche e private, tra cui il Centre Pompidou a Parigi, Les Abattoirs a Tolosa, il Nouveau Musée National de Monaco, la Triennale di Milano, il MACRO a Roma, la GAMeC di Bergamo, Fondazione Fiera Milano, Nicoletta Fiorucci Collection e Silvia Fiorucci Collection. È Dottore di Ricerca in Visual e Media Studies e insegna presso NABA / Nuova Accademia di Belle Arti a Milano.

 

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