Mostra personale di Vitangelo Moscarda

espongono Danilo Sciorilli, Giulia Cotterli e Claudio Zorzi

a cura di Linda Fossati

Opening: 30 ottobre ore 18:00

in via Amedeo Avogadro n. 10, Torino

Tra gli appuntamenti della settimana di Artissima a Torino, dal 31 Ottobre al 3 Novembre in Via Avogadro 10, la Mostra Personale di Vitangelo Moscarda presenta le installazioni site-specific di tre giovani artisti, Danilo Sciorilli, Giulia Cotterli e Claudio Zorzi. La mostra, curata da Linda Fossati, si snoda in un percorso espositivo che ricalca il percorso identitario di Vitangelo Moscarda, celebre protagonista del romanzo di Luigi Pirandello Uno, Nessuno e Centomila. Moscarda è ossessionato dallo studio di sé e degli altri, incarnazione della figura dell’inetto passivamente inserito all’interno della società. A ventotto anni, tuttavia, egli mette in discussione la propria esistenza dopo un commento della moglie, che gli fa notare una leggera pendenza del naso che Vitangelo non si era mai accorto di possedere. Allora, il giovane comincia angosciosamente ad interrogarsi sui modi in cui la sua persona viene percepita dagli altri, sino a riconoscere di non possedere un’identità unica, bensì frammentata ed incoerente. Da individuo uno, Vitangelo scopre i suoi centomila nelle altre persone, giungendo infine alla condizione del nessuno, in cui rifiuta l’idea della possibilità di essere un unico individuo. Attraverso il filo conduttore dell’uno, nessuno e centomila, la mostra crea un parallelismo tra la figura di Vitangelo e l’artista contemporaneo, dove quest’ultimo è considerato sia nella sua incapacità di conformarsi ai ruoli imposti dalla società, sia nel suo occhio acuto ed analizzatore, attento alle piccole cose che lo circondano, insignite di significati profondi. Parallela può essere anche la presa di consapevolezza, l’accettazione della condizione di polivalenza dell’esistenza, l’abbandono dell’angoscia nella creazione. I tre giovani artisti sono accumunati dalla predilezione per il disegno e dall’idea di essere Vitangelo – ovvero – essere alla ricerca di risposte, indagare l’esistenza passando per un percorso che non è solo esterno – l’opera d’arte – ma innanzitutto interno.

Danilo Sciorilli presenta The Game of Life, un gioco da tavola il cui tabellone occupa l’intero pavimento della prima sala. Lo spettatore è invitato a procedere sulle caselle dopo aver pescato una carta, sino ad arrivare all’ultima, la casella della morte. Sciorilli, attraverso il gioco che conduce tutti al medesimo destino, vuole opporsi alla tendenza dell’uomo contemporaneo a rifiutare l’idea della morte, mettendo lo spettatore di fronte alla questione della propria fine attraverso un riutilizzo della parola “morte” nell’immaginario comune del gioco. La sala dell’Uno diventa tale poiché il lavoro in mostra propone un concetto di arte come luogo di affermazione del sé – il sé dello spettatore – in cui vita e spettacolo – l’idea della morte e il gioco – diventano un tutt’uno e in cui la realtà si trasforma nel palcoscenico dell’individualità.

Il lavoro di Giulia Cotterli interpreta la teoria dell’oggetto transizionale – un concetto elaborato dal pediatra e psicoanalista Donald Winnicott. Cotterli ha deciso di rappresentare l’oggetto transizionale della propria infanzia, un pupazzo a cui da bambina l’artista faceva da madre. I pupazzi di pezza sono installati secondo un gioco di specchi che ne restituisce infinite riflessioni, infinite ­come le immagini che l’artista conserva del proprio oggetto caro. No One Knows Where It’s Gone entra nella dimensione dei Centomila nel momento in cui indaga la dimensione della memoria – il «ricordo dell’atto» di una vita passata – lo sforzo di riportare alla luce questo «sogno angoscioso, inesplicabile» che è la reminiscenza di ciò che non è più presente. L’idea di transizione presente nel lavoro della seconda sala si relaziona così all’idea che l’Uno sia in realtà infinitamente frammentato nel tempo e nello spazio.

Claudio Zorzi, infine, pone al centro l’idea del viaggio, il viaggio negli infiniti mondi possibili alla scoperta di sé, dove il fine ultimo dell’esplorazione è l’individuazione intesa come accettazione della polivalenza dell’universo e della permanenza di infinite copie del proprio io. Le figure, i richiami alle forme geometriche e le scritture presenti nei disegni in mostra vogliono dare un’immagine del caos del cosmo e delle infinite realtà possibili che coesistono nello stesso istante. Zorzi partecipa a questo viaggio annullando la propria personalità verso la ricerca dell’umanoide, l’essere umano nel regno delle infinite possibilità, senza volto, l’uomo nel multiverso. Il lavoro dell’ultima stanza si accosta alla condizione pirandelliana del Nessuno poiché concepisce il processo di individuazione non come confinamento in un io statico bensì quale parte di una realtà in incessante mutamento; l’individuazione diventa la presa di consapevolezza del caos dell’esistenza.

L’essere Vitangelo porta con sé il fardello della non comprensione e non comunicabilità, un po’ come accade nell’età della giovinezza. In particolare, essere un giovane artista oggi è estremamente complicato; sopravvivere economicamente e allo stesso tempo dedicare la vita e il tempo all’unica cosa che per un’artista conta – il proprio lavoro artistico – è una continua sfida. I giovani artisti raramente sono supportati dal sistema poichè rappresentano delle scommesse e non degli investimenti sicuri. Per queste ragioni, la Mostra personale di Vitangelo Moscarda è stata finanziata attraverso un metodo non convenzionale nel mondo dell’arte – anche se sempre più comune – il crowdfunding reward sulla piattaforma Kickstarter. La comunità di Kickstarter crea infatti un’orizzontalità che fino ad alcuni anni fa non c’era nella piramide del sistema dell’arte, fornendo un modo nuovo ed innovativo di realizzare progetti artistici che si basa sulla condivisione e il sostegno reciproco.

Si ringrazia inoltre per il supporto:

 

Bosck, Laboratorio di falegnameria, Balangero

La Eliografica Grafica – Stampa, Orbassano