4 – 5 – 6 gennaio 2026
Palazzo Grassi – Punta della Dogana, Venezia
Palazzo Grassi – Punta della Dogana, Pinault Collection dà avvio al 2026 con una nuova edizione degli attesissimi #OpenLab, il format originale di laboratori digitali su Instagram curati ogni anno da un ospite internazionale e dedicati al pubblico digitale, nelle giornate dal 4 al 6 gennaio 2026.
Parallelamente il pubblico in visita a Palazzo Grassi potrà approfittare degli ultimi giorni di apertura della mostra Tatiana Trouvé. La strana vita delle cose, che si conclude domenica 4 gennaio 2026, giornata in cui l’accesso sarà gratuito per i residenti della Città Metropolitana di Venezia e per gli studenti degli atenei veneziani.#OPENLAB
Da domenica 4 a martedì 6 gennaio 2026, sul canale Instagram dell’istituzione va in scena un workshop digitale in tre puntate, quest’anno curato da Jean Jullien. Artista e illustratore di fama internazionale, Jean Jullien è noto per il suo linguaggio immediato e poetico, capace di trasformare gesti, oggetti e situazioni quotidiane in immagini iconiche, ironiche e profondamente contemporanee.
Pensato appositamente per la community online di Palazzo Grassi, l’Open Lab inviterà il pubblico a osservare la realtà con uno sguardo nuovo, allenando l’attenzione ai dettagli e trasformando l’esperienza quotidiana in un esercizio creativo condiviso.
Attraverso una serie di istruzioni pubblicate sull’account Instagram di Palazzo Grassi, i partecipanti saranno guidati passo dopo passo nella realizzazione di una creazione originale, utilizzando strumenti semplici e materiali facilmente reperibili. Le attività, pensate per essere seguite in autonomia, potranno essere rielaborate e condivise sui social, contribuendo alla costruzione di un racconto collettivo.
Come ogni Open Lab – format ideato da Palazzo Grassi nel 2020 – potrà essere fruito liberamente attraverso l’account Instagram dell’istituzione. I partecipanti che lo desiderano potranno condividere le proprie creazioni utilizzando gli hashtag #palazzograssiatyours e #openlab e taggando l’account @palazzo_grassi.
Jean Jullien (1983) è un artista francese che vive e lavora a Parigi. Diplomato al Central Saint Martins e al Royal College of Art, sviluppa una pratica multidisciplinare che comprende illustrazione, pittura, installazioni e scultura. Il suo lavoro è stato esposto in musei e istituzioni internazionali in Europa, Asia, Australia e Stati Uniti. Ha collaborato con numerosi marchi e pubblicazioni internazionali e nel 2022 ha pubblicato la sua prima monografia con Phaidon Press.DOMENICA 4 GENNAIO 2026 > FINISSAGE MOSTRA PALAZZO GRASSI
“La strana vita delle cose“ è la prima grande monografica di Tatiana Trouvé in Italia, a cura di Caroline Bourgeois, conservatrice presso la Pinault Collection, e James Lingwood, curatore indipendente ed ex co-direttore di Artangel. Nella sua mostra più ambiziosa a oggi, l’artista trasforma il grandioso interno di Palazzo Grassi in un vasto labirinto di spazi fisici e immaginari, popolato da opere scultoree e disegni dove si intrecciano mondi interiori ed esteriori e dove ricordi, sogni e immaginazione convergono.
Sino al 4 gennaio tutti i visitatori potranno usufruire della guidina gratuita, opera per opera, o della guida-gioco pensata per i più piccoli, così come della guida accessibile pensata per le persone portatrici di disabilità sensoriale. Per chi preferisce un’esperienza diretta, mercoledì, sabato e domenica, dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 16 alle 18 i mediatori culturali sono disponibili tra le sale della mostra per facilitare la fruizione delle opere.
Nell’ultima giornata di apertura, i residenti della Città Metropolitana di Venezia e gli studenti di tutti gli atenei veneziani potranno accedere gratuitamente a Palazzo Grassi.
La scoperta della mostra è sempre possibile attraverso il sito dell’istituzione, e con il catalogo trilingue “La strana vita delle cose“, pubblicato in collaborazione con Marsilio Arte (Venezia), contenente i testi di Emma Lavigne, Bruno Racine, Neville Wakefield e Barbara Casavecchia, oltre a una conversazione tra Tatiana Trouvé, Caroline Bourgeois e James Lingwood.
In foto un’opera di Jean Jullien.
Media relations:
PCM Studio di Paola C. Manfredi
