ParCO | nuovo hub per il contemporaneo a Parma

Presentazione alla stampa e visita in anteprima degli spazi che ospiteranno ParCO, presso lo storico complesso dell’Ospedale Vecchio, nel cuore dell’Oltretorrente.

Mercoledì 24 settembre, ore 12.00

Ospedale Vecchio, Parma

La città di Parma, nominata Capitale Europea dei Giovani 2027, si avvia ad ideare un nuovo hub dedicato al contemporaneo attraverso una progettualità inedita. ParCO, il cui nome sintetizza il concetto di “Parma Contemporanea”, è il progetto pensato nel cuore dell’Oltretorrente, all’interno del complesso dell’Ospedale Vecchio, uno dei più antichi edifici italiani di architettura ospedaliera. Fondato nel 1201, oggi presenta una maestosa architettura rinascimentale quattrocentesca, attualmente oggetto di un importante intervento di restauro e rifunzionalizzazione voluto dal Comune di Parma che in questi anni ha investito per riconsegnare alla città questo capolavoro architettonico.

L’idea nasce da una proposta dell’Associazione “Parma, io ci sto!” in sinergia con il Comune di Parma, con il contributo strategico dello studio londinese The Place Bureau. A seguito, infatti, dell’esperienza maturata da Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21, frutto di una partnership pubblico-privata, è stato avviato un percorso di riflessione condivisa con gli stakeholder del territorio da cui è scaturita una sfida ambiziosa: dare forma a uno spazio culturale radicalmente contemporaneo, concepito come motore di visione, partecipazione e dialogo con il tessuto urbano e sociale attraverso un approccio multidisciplinare.

Per progettare ParCO viene lanciata una open call, i cui dettagli sono disponibili sul sito www.parmacontemporanea.org a partire da sabato 27 settembre. L’obiettivo è ricercare una figura di manager culturale con esperienze organizzative e curatoriali in campo artistico che elabori un progetto ambizioso e visionario finalizzato a supportare l’avvio di ParCO e in grado di interpretare il potenziale di una nuova piattaforma culturale costruendo relazioni solide con artisti, istituzioni e pubblici, su scala locale e globale. Lo sviluppo è seguito da un Advisory Board composto da Andrea Bellini, Direttore Centre d’Art Contemporain Genève, Francesca Bria, economista, tecnologa dell’informazione con importanti esperienze maturate all’estero e attuale Presidente di Art-ER, Francesca Corona, Direttore Artistico del Festival d’Automne a Parigi, Andrea Lissoni, Direttore Artistico di Haus der Kunst di Monaco di Baviera e precedentemente senior curator della Tate Modern e curatore di Pirelli HangarBicocca, Francesco Manacorda, Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea ed ex direttore della Tate Liverpool. Una rete di professionisti del mondo della cultura e dell’impresa proiettata al futuro e all’internazionalità.

Contestualmente, sabato 27 settembre, la Crociera dell’Ospedale Vecchio, uno spazio monumentale di circa 2.000 mq2 ospita nel corso della mattinata dalle 10.00 alle 12.00, il forum “Dialoghi e visioni su Arte, Comunità e Innovazione”, con la partecipazione di Rossella Biscotti, Arturo Galansino, Andrea Lissoni, e Francesco Manacorda, dedicato all’esplorazione dei valori che sottendono al progetto ParCO, mentre nel pomeriggio  e nella giornata di domenica 28 settembre, dalle 15.00 alle 18.00, è previsto  un programma di visite guidate, alla scoperta degli spazi, nell’ambito del programma di I Like Parma a cura del Comune di Parma (prenotazioni tramite l’app Parma Welcome).

Dal 27 settembre al via la open call per la ricerca di un manager culturale con esperienze curatoriali
Disponibile sul sito www.parmacontemporanea.org
A partire da sabato 27 settembre e sino a venerdì 7 novembre è attiva una open call internazionale per individuare un manager culturale con esperienze organizzative e curatoriali in campo artistico. Il vincitore del bando è chiamato ad elaborare nel corso di un anno un progetto ambizioso e visionario finalizzato a supportare la nascita di ParCO.
Una open call strutturata in due fasi, che prevede nel mese di dicembre la definizione di una short list di 3 candidati invitati a fornire un progetto dettagliato, mentre la nomina ufficiale del vincitore è resa pubblica nel mese di febbraio 2026.
Come il responsabile di una startup, il vincitore della open call ha il compito di sviluppare una visione strategica e artistica e un’ipotesi di piano operativo di attività, creando partenariati con enti pubblici e privati, proponendo un modello di governance e impostando una strategia di raccolta fondi.
 
Sabato 27 settembre, ore 10.00 – 12.00
Forum  “Dialoghi e visioni su Arte, Comunità e Innovazione”
Con la partecipazione di Rossella Biscotti, Arturo Galansino, Andrea Lissoni, Francesco Manacorda
Il primo momento di apertura e confronto intorno ai temi cari alla genesi del progetto ParCO è previsto per sabato 27 settembre 2025, con un forum internazionale ospitato negli spazi della Crociera dell’Ospedale Vecchio dalle ore 10.00 alle 12.00. La tavola rotonda è immaginata come un momento per promuovere un dialogo tra professionisti di profilo internazionale di comprovata esperienza nella creazione di occasioni di coinvolgimento e partecipazione attiva di diverse tipologie di pubblico. L’obiettivo è portare in luce i valori, le visioni e i principi che ispirano ParCO, condividendo best practice e idee sul futuro, in linea con i punti chiave individuati dal percorso di ascolto dei principali stakeholder locali: sostenibilità, democrazia e imprenditorialità.
I protagonisti di questo incontro sono Rossella Biscotti, artista, Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, Andrea Lissoni, Direttore Artistico di Haus der Kunst di Monaco di Baviera, e Francesco Manacorda, Direttore del Castello di Rivoli di Torino, in dialogo con Alessandro Martini, giornalista del Giornale dell’Arte.

Oltretorrente: un ecosistema per la cultura
ParCO si inserisce in un contesto urbano vivo e multiculturale, accanto ai Dipartimenti di Lettere e di Economia dell’Università di Parma, a una grande biblioteca civica, agli archivi storici e cinematografici, al maestoso Parco Ducale. Un ambiente ideale per dare forma a un laboratorio culturale aperto, inclusivo e radicale, capace di attivare energie nuove e generare senso, in continuità con il prestigioso passato culturale della città e in ascolto delle sfide contemporanee. È proprio l’attenzione a un quartiere in continua mutazione e forte sviluppo dal punto di vista socioculturale che ha spinto Comune di Parma e “Parma, io ci sto!” a scegliere questo luogo per un ulteriore rilancio di questo quadrante di città.

L’Ospedale Vecchio: dalle origini alla sua trasformazione in spazio per il contemporaneo
L’Ospedale Vecchio è uno dei complessi monumentali più importanti di Parma, nonché l’edificio simbolo della storia ospedaliera della città. Posto nel quartiere dell’Oltretorrente, lungo l’attuale viale d’Azeglio, è stato l’ospedale cittadino dal XV secolo fino al 1926. La costruzione del primo nucleo dell’edificio pare sia stata avviata prima del 6 settembre 1476 su progetto di Gian Antonio Da Erba. All’inizio del ‘500 l’edificio può ritenersi compiuto sia all’esterno che all’interno e si compone dell’impianto a croce delle infermerie; si estende in facciata con le prime quindici arcate del porticato, da ovest a est e racchiude il chiostro degli Esposti.
Piuttosto raro nell’edilizia residenziale parmense, il portico è elemento caratteristico comune delle facciate di molti ospedali rinascimentali e rappresenta la mediazione tra lo spazio privato e quello sociale. L’intera struttura è organizzata intorno alla grande crociera a forma di croce greca sormontata da una cupola, su ispirazione di analoghe strutture quattrocentesche.
La copertura della crociera, alta diciotto metri, è a volta e ha degli oculi apribili dall’alto, che servivano per mantenere un microclima ottimale e ricambi d’aria. All’incrocio delle navate sotto la cupola, era collocato un altare dove ogni mattina il sacerdote celebrava la Messa, che poteva essere seguita fino all’estremità di ogni braccio della crociera. L’Ospedale era distinto in due sezioni. L’Ospedale della Misericordia e l’Ospedale o Ospizio degli Esposti.
Fu intitolato a Rodolfo Tanzi, fondatore dell’ospedale originario nel 1201, all’epoca ubicato in alcune case di Borgo Taschieri, attuale borgo Cocconi, ed era gestito da un gruppo di uomini e donne che dovevano vivere in comunità, donare i propri beni ed abitarci per servire gli infermi, i pellegrini ed i bambini orfani. Sotto al portico, di fianco alla porta d’ingresso dell’Ospizio degli Esposti (dov’è ora l’ingresso principale dell’Oratorio di Sant’Ilario), pare fosse situata la ruota degli esposti.
L’Ospizio degli Esposti e l’Ospedale della Misericordia costituivano un organismo dotato di tutto il necessario per una vita autosufficiente. Già alla fine del XV secolo si rende necessario un ampliamento per far fronte all’aumentato numero di infermi e dei trovatelli. Nel 1782, in corrispondenza dell’entrata all’Ospedale della Misericordia, viene realizzato un vistoso portale neoclassico su disegno dell’architetto Louis Auguste Feneulle. Il portale interrompe il ritmo delle arcate, taglia il cornicione, lo supera mediante un frontone con orologio, in origine affiancato da due vasi di gusto neoclassico, ora scomparsi. La realizzazione del portale rientra nell’ambito di un più ampio intervento voluto da don Fernando di Borbone.
Nel 1842, la duchessa Maria Luigia affida all’architetto Nicola Bettoli (al quale si devono il teatro Regio, il nuovo palazzo Ducale, le Beccherie, il collegio Maria Luigia ed il palazzo dove ora ha sede il Tribunale) la ristrutturazione del lato occidentale del fabbricato. Il 6 marzo 1915 venne approvato il progetto di una nuova sede, la quale fu costruita fuori dalle vecchie mura ad ovest, nella località dei Prati di Valera, poco oltre la porta S. Croce, con i beni dell’antichissimo “Consorzio dei vivi e dei morti” (confraternita che si dedicava alla pratica della carità attraverso l’assistenza agli ammalati e che gestì l’ospedale dal 1548).
L’inaugurazione del nuovo “Ospedale Maggiore” avvenne il 23 agosto 1926, e fu da quella data che il complesso dell’Ospedale Vecchio cessò di servire agli scopi sanitari, lasciando un vuoto nel mezzo dell’Oltretorrente.
Dagli anni Settanta il Comune ha cominciato a restaurare l’edificio e recuperarlo per il sistema bibliotecario comunale, inserendovi la sede dell’Istituzione Biblioteche del Comune di Parma, la Biblioteca Civica, la Biblioteca Bizzozero, l’Emeroteca comunale, la Biblioteca Balestrazzi e la Videoteca comunale, tutte istituzioni per le quali il palazzo dell’Ospedale Vecchio è diventato un prezioso polo culturale della città.

La riqualificazione della struttura
I lavori di riqualificazione, gestiti da Parma Infrastrutture e dal Comune di Parma, sono stati portati avanti in tre fasi distinte, per un investimento complessivo di circa 18,5 milioni di euro. Si è trattato di un progetto articolato, composto da 4 cantieri distinti nella prima fase, e altri due cantieri per le fasi successive. Il primo intervento, dal valore di 5,1 milioni, ha beneficiato di un contributo di 1,3 milioni proveniente dal Programma Operativo Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale ed è stato finalizzato al miglioramento sismico e alla messa in sicurezza della struttura. Successivamente si è passati al recupero della Grande Crociera, con un impegno economico di 8,4 milioni di euro finanziati in gran parte attraverso il Bando Periferie. Infine, l’ultimo intervento, pari a 5 milioni di euro principalmente da fondi PNRR, ha riguardato il Sottocrociera, completando così il percorso di recupero e valorizzazione del complesso monumentale. A completamento del quadro si aggiungono i precedenti investimenti sulla Biblioteca Civica e il Chiostro, sempre parte del complesso dell’Ospedale Vecchio.

Nell’ambito dello sviluppo del progetto di ParCO lo studio di architettura Nebbia è stato coinvolto in una consulenza per suggerire un nuovo design in linea con lo spirito del futuro hub culturale. Nebbia, utilizzando un linguaggio progettuale inusuale, immagina l’edificio come un vero e proprio parco. Nel transetto cortili e giardini accolgono vita e lavoro, la navata principale, con partizioni mobili riconfigurabili diventa un sentiero dell’arte sempre nuovo e, come la natura stessa, in costante evoluzione.

 

Ospedale Vecchio, Parma

 

Media Relations:

PCM Studio di Paola C. Manfredi

 

 

 

 

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