Il programma di questa nuova edizione attraverso una selezione pensata ad hoc per il pubblico di Palazzo Grassi esplora questioni di attualità, come la restituzione di opere d’arte in epoca post-coloniale, il rimpatrio di beni culturali, le questioni di appropriazione culturale e il rinnovamento della memoria collettiva.
Si parte giovedì 2 ottobre alle 18.00 con “Dahomey” di Mati Diop (Benin, Francia, Senegal, 2024, 68’), seguito da “So Surreal: Behind the Masks” di Neil Diamond e Joanne Robertson (Canada, 2024, 88’). Si prosegue venerdì 3 ottobre con altri due titoli, sempre dalle ore 18.00, “The Story of Ne Kuko di Festus Toll” (Paesi Bassi, 2024, 25’) e “No More History Without Us” di Priscilla Brasil (Brasile, Portogallo, 2024, 75’). Sabato 4 ottobre, dalle ore 17.00, la serata si concentra su “Fiume o morte!” di Igor Bezinović (Croazia, Italia, Slovenia, 2025, 112’). Questa nona edizione di FIFA si conclude domenica 5 ottobre alle 17.00 con “Soundtrack to a Coup D’Etat di Johan Grimonprez” (Belgio, Francia, Paesi Bassi, 2024, 150’).
Il calendario completo della stagione culturale è disponibile sul sito di Palazzo Grassi, alla pagina “calendario”. www.pinaultcollection.com/palazzograssi
PROGRAMMA E SINOSSI
Giovedì 2 ottobre
Ore 18.00 | “Dahomey” di Mati Diop, Benin, Francia, Senegal, 2024, 68’
Realizzato dall’acclamata regista Mati Diop, “Dahomey” è un’opera d’arte poetica e coinvolgente che approfondisce prospettive reali su questioni di vasta portata riguardanti l’appropriazione, l’autodeterminazione e la restituzione. Ambientato nel novembre 2021, il documentario traccia il percorso di 26 tesori reali del Regno del Dahomey in partenza da Parigi per tornare nel loro paese d’origine: l’attuale Repubblica del Benin. Vincitore dell’Orso d’oro alla Berlinale 2024, “Dahomey” è un’opera commovente e al tempo stesso singolare, affascinante quanto essenziale.
Ore 19.15 | “So Surreal: Behind the Masks” di Neil Diamond e Joanne Robertson, Canada, 2024, 88’
Questo documentario racconta la storia poco conosciuta della profonda influenza che le maschere Yup’ik (Alaska) e Kwakwaka’wakw (costa nord-occidentale) hanno avuto su alcuni dei più grandi artisti dell’epoca moderna: i surrealisti. Tra spedizione e ricerca spirituale, “So Surreal: Behind the Masks” segue il regista Cree Neil Diamond (Reel Injun, Red Fever) nel suo viaggio da ovest a est attraverso il Nord America e poi oltre l’Oceano Atlantico, mentre ricostruisce questa storia di importanza globale che rivela le influenze indigene nascoste e trascurate sull’arte moderna. Lungo il percorso, Neil Diamond scopre la storia tumultuosa di una maschera Kwakwaka’wakw rubata durante il divieto del Potlatch 100 anni fa e si mette alla ricerca per riportarla al suo luogo d’origine.
Venerdì 3 ottobre
Ore 18.00 | “The Story of Ne Kuko” di Festus Toll, Paesi Bassi, 2024, 25’
“The Story of Ne Kuko” segue Mwazulu Diyabanza, attivista per la restituzione di reperti culturali, nel suo tentativo di riportare un nkisi trafugato dal Museo Reale dell’Africa Centrale di Tervuren, in Belgio, al suo luogo di origine a Boma, in Congo. Il film svela la storia di questa statua, il suo significato culturale e l’impatto della colonizzazione europea sull’arte africana. Attraverso il viaggio di Mwazulu Diyabanza, il documentario sottolinea l’urgente necessità di restituire il patrimonio coloniale e i profondi legami culturali e spirituali connessi a questi oggetti rubati.
Ore 18.30 | “No More History Without Us” di Priscilla Brasil, Brasile, Portogallo, 2024, 75’
In un mondo saturo di greenwashing, una regista della regione amazzonica prende in mano la telecamera per raccontare la vera storia della foresta pluviale. Questo film-manifesto decostruisce le narrazioni coloniali che hanno plasmato l’immagine dell’Amazzonia come terra dell’abbondanza, mettendo in luce la violenza e il pregiudizio legati al suo sfruttamento. Da Monaco a Belém, Priscilla Brasil esplora come la nozione di “vuoto demografico” e la rappresentazione della regione come territorio primitivo abbiano alimentato il razzismo e la disuguaglianza. Attraverso questa riflessione, il film dà voce ai popoli dell’Amazzonia ed esamina le sfide ecologiche odierne. Un documentario dalla narrazione audace e dalla fotografia meticolosa, che fa parte di una nuova ondata di cinema postcoloniale, lucido ed essenziale.
Sabato 4 ottobre
Ore 17.00 | “Fiume o morte!” di Igor Bezinović, Croazia, Italia, Slovenia, 2025, 112’
Nel 1919, il poeta, dandy e predicatore di guerra italiano Gabriele D’Annunzio occupa la città di Fiume. I cittadini di Fiume, oggi chiamata Rijeka, raccontano, ricostruiscono e reinterpretano la bizzarra storia dei 16 mesi di occupazione della loro città in un viaggio cinematografico brutalmente realistico ma provocatoriamente punk.
Domenica 5 ottobre
Ore 17.00 | “Soundtrack to a Coup D’État” di Johan Grimonprez, Belgio, Francia, Paesi Bassi, 2024, 150’
Questo avvincente film racconta l’indipendenza del Congo e l’assassinio di Patrice Lumumba, tracciando audaci parallelismi tra il jazz e la decolonizzazione. Svela magistralmente l’ingerenza delle istituzioni internazionali occidentali, mettendo in luce l’universalità delle ingiustizie razziali e il dominio dei bianchi sugli altri popoli per mantenere le strutture di potere esistenti. “Soundtrack to a Coup d’État” si distingue per l’uso eccezionale di filmati d’archivio e una colonna sonora vibrante per raccontare storie potenti, sottolineando il profondo impatto della musica sulle lotte politiche dell’epoca. Esplora come si esprimeva la resistenza, sia nei concerti che sulla scena mondiale. Il film è stato nominato come Miglior documentario agli Oscar 2025.
“Fiume o morte!” di Igor Bezinović, Croazia, Italia, Slovenia, 2025, 112’.
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