Nel centenario della nascita dell’artista, un convegno internazionale riapre il dibattito sulla Milano che, tra ricostruzione e avanguardia, divenne uno dei grandi laboratori dell’arte europea del Novecento.
Giovedì 15 ottobre 2026, dalle ore 9.00
Accademia di Belle Arti di Brera – Aula Magna, Milano
Il 15 ottobre 2026 l’Accademia di Belle Arti di Brera ospita una giornata internazionale di studi dedicata ad Alik Cavaliere nel centenario della nascita dell’artista. Il convegno 100 Alik si propone di rileggere non soltanto la sua opera, ma il contesto umano, intellettuale e artistico che rese il capoluogo lombardo uno dei principali laboratori europei dell’arte contemporanea nel secondo dopoguerra e assume la figura di Alik Cavaliere come punto di osservazione privilegiato per ricostruire la Milano e le generazioni di artisti, intellettuali e creativi che hanno contribuito a inventare il contemporaneo.
Promosso dal Centro Artistico Alik Cavaliere, sede dell’Archivio dell’artista, e curato da Angela Vettese, il convegno nasce da una convinzione precisa: per comprendere davvero la ricerca di Alik Cavaliere è necessario tornare a quella straordinaria stagione in cui artisti, architetti, critici, filosofi, galleristi e scrittori contribuirono insieme a ridefinire l’idea stessa di contemporaneità.
Fu una stagione irripetibile. Non nacquero soltanto opere. Nacque un modo nuovo di pensare l’arte, fondato sul dialogo continuo. Mentre l’Italia usciva dalle macerie della guerra, una generazione di giovani artisti, molti dei quali poco più che ventenni, si trovò a ricostruire non soltanto la città, ma anche il linguaggio dell’arte. Intorno all’Accademia di Brera, alle gallerie milanesi, ai tavoli del Jamaica e ai nuovi luoghi della cultura si sviluppò un tessuto di relazioni straordinariamente fertile, nel quale convivevano ricerca artistica, sperimentazione teorica e amicizie intellettuali.
È la Milano in cui Lucio Fontana apriva possibilità impensate alla scultura e allo spazio; Arturo Schwarz faceva conoscere Marcel Duchamp alle nuove generazioni; Umberto Eco elaborava i primi strumenti teorici della contemporaneità; Piero Manzoni, Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Gianni Colombo, Vincenzo Agnetti, Emilio Tadini, Nanda Vigo e molti altri, con linguaggi diversi ma profondamente intrecciati, contribuirono a costruire una delle pagine più originali dell’arte europea del Novecento.
Alik Cavaliere appartiene pienamente a questa storia. Allievo di Marino Marini, docente per oltre trent’anni all’Accademia di Brera, artista refrattario alle appartenenze di movimento, attraversò quella stagione dialogando continuamente con pittori, architetti, musicisti, scrittori e uomini di teatro, trasformando la scultura in un luogo d’incontro tra narrazione, natura, filosofia, letteratura, performance e spazio.
Brera non fu soltanto un’Accademia. Fu il luogo in cui quelle generazioni si incontrarono, discussero, insegnarono e si trasmisero il testimone.
Il convegno intende riportare alla luce proprio questo articolato e prezioso sistema culturale, ancora oggi sorprendentemente poco ricostruito nella sua complessità: una comunità intellettuale diversificata, capace di alimentarsi attraverso il confronto quotidiano, le collaborazioni, l’insegnamento, le gallerie, le riviste, i caffè, gli studi condivisi e una straordinaria circolazione di idee.
La giornata di studi rappresenta così anche l’occasione per interrogarsi sul ruolo che Milano ebbe nella costruzione della cultura visiva contemporanea internazionale e per riflettere sull’eredità di quella stagione alla luce delle ricerche odierne.
In questo quadro, la figura di Alik Cavaliere emerge come un osservatorio privilegiato: artista capace di assorbire e reinterpretare le tensioni del proprio tempo, anticipando temi oggi centrali quali l’installazione, l’opera ambientale, il rapporto tra arte e natura, la partecipazione dello spettatore e il dialogo tra discipline. Tra gli aspetti che il convegno intende approfondire vi è anche il ruolo formativo di Cavaliere, docente all’Accademia di Brera per oltre trent’anni, dal cui insegnamento sono emerse figure destinate a segnare la scena culturale internazionale, come la scenografa Margherita Palli.
Afferma Angela Vettese: «Dal dopoguerra agli anni Settanta, Milano è stata ben più del motore industriale italiano: vi si incontravano con entusiasmo costruttivi uomini di Teatro, alcuni noti come Strehler, altri da riscoprire come Fantasio Piccoli; intellettuali come Umberto Eco e galleristi geniali come Arturo Schwarz; artisti visivi come Alik Cavaliere o Bobo Piccoli che pranzavano con Dario Fo e Franca Rame. Tutto all’insegna di un brulicare di luoghi e persone che non comprendeva soltanto i celeberrimi Lucio Fontana e Piero Manzoni, ma molto di più, all’insegna di un incontro tra saperi che oggi sono tornati a dividersi. É una storia avvincente e ancora da studiare».
Il convegno si inscrive nell’ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario dell’Accademia di Belle Arti di Brera e riunisce alcuni tra i più autorevoli studiosi italiani e internazionali. Gli esiti della ricerca confluiranno in un volume bilingue pubblicato da Silvana Editoriale, destinato a offrire un nuovo strumento di riferimento per gli studi sull’artista e, più in generale, sulla Milano artistica della seconda metà del Novecento.
Nelle prossime settimane saranno presentati il programma completo della giornata, gli interventi scientifici e il calendario delle iniziative che accompagneranno il centenario.
L’appuntamento ha ottenuto il patrocinio di Accademia di Belle Arti di Brera, Comune di Milano, Comune dell’Aquila, Comune di Pavia, Gallerie d’Italia, Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, CACtUS – Centro Arte Contemporanea dell’Università degli Studi di Milano, Middelheim Museum, Fondazione Horti, Fondazione Galleria Milano.
Giardino del Centro Artistico Alik Cavaliere, 2019. Ph. Credit Walter Carrera.
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