Diana Lola Posani | Fiaba

a cura di Giovanna Manzotti

dal 30 settembre 2026 al 15 gennaio 2027

Platea | Palazzo Galeano, Lodi

Dopo l’apertura della programmazione di Fivefold Tuning nel mese di marzo con | senza | soluzione di continuità di Liliana Moro – intervento architettonico e installativo che funge da asse portante dell’intero palinsesto espositivo – e in seguito agli interventi di Federica Balconi (Monza, 1999) e Lorena Bucur (Cremona, 1996), la terza giovane artista a entrare in scena è Diana Lola Posani (Milano, 1994).

La curatela di Giovanna Manzotti ha introdotto un cambio di paradigma nella scansione temporale della programmazione: non più una successione di mostre personali autonome, ma un racconto unitario che si sviluppa per stratificazioni, relazioni e continuità.

Per Platea | Palazzo Galeano, Diana Lola Posani presenta FIABA, progetto che esplora la voce come materia viva, capace di evocare al tempo stesso meraviglia e inquietudine. Attraverso una vocalità non convenzionale, il corpo diventa strumento di risonanza di stati psicofisici estremi, trasformando il trauma in un’esperienza sonora condivisa che supera la dimensione autobiografica. 
Al centro della performance di Posani vi è l’uso dei vocalizzi di animali morenti, impiegati non con finalità terapeutiche ma come linguaggio alternativo e ipnotico, capace di confrontare il pubblico con l’intensità della vita, della paura e dell’ineffabile.
All’interno di Fivefold TuningFIABA prenderà forma come una traccia audio, entrando a far parte della stratificazione progressiva del progetto espositivo.

La pratica Diana Lola Posani si sviluppa tra performance, arte sonora e piattaforme curatoriali, ed è attraversata da una tensione costante riflessione sul rapporto tra processo artistico e processi di guarigione. Questa tensione non si configura né come obiettivo dichiarato né come esito terapeutico, ma come postura di lavoro che assume ambiguità, vulnerabilità e incompletezza come condizioni operative. 
Una parte della sua ricerca sul trauma si sviluppa attraverso pratiche non convenzionali che appartengono al suo repertorio, come la sperimentazione di stati corporei generati dall’apnea. Tali pratiche non mirano a rappresentare il trauma, bensì ad attraversarlo, attivando condizioni psicofisiche in cui controllo, resistenza e perdita vengono continuamente messi in tensione. Le partiture fisiche e sonore prendono forma dalla ricerca di stati psicofisici indotti da specifiche configurazioni sonore e spaziali.

Platea | Palazzo Galeano è un progetto dell’Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s., nata a Lodi nel 2020 con l’obiettivo di promuovere l’arte contemporanea sul territorio con una prospettiva internazionale. Cuore del progetto è una vetrina espositiva ricavata nella facciata di Palazzo Galeano, sempre illuminata, visibile giorno e notte e inaccessibile dall’esterno: un dispositivo che trasforma lo spazio urbano in esperienza visiva, offrendo l’opera allo sguardo del passante.
Oltre a Federica Balconi, Lorena Bucur e Diana Lola Posani, la struttura temporale estesa di Fivefold Tuning concepita come un unico piano sequenza, vedrà la partecipazione di Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994) che entrerà in scena a novembre 2026, intervenendo sempre all’interno dell’ambiente ideato da Liliana Moro.

Il titolo del progetto evoca un’accordatura a cinque voci: un processo di armonizzazione che presuppone ascolto, prossimità e tensione condivisa. La voce iniziale — quella di Moro — stabilisce il ritmo entro cui le pratiche degli altri artisti si inseriscono, in un esercizio continuo di sintonizzazione tra linguaggi e sensibilità. In questo senso, la programmazione non si configura come una sequenza di eventi isolati, ma come un organismo in evoluzione, in cui ogni intervento modifica il contesto e viene a sua volta modificato da esso.

Racconta la curatrice Giovanna Manzotti: «Mi piace pensare alla programmazione di Platea come a una serie di incontri tra opere che abitano uno spazio collettivo. Il primo intervento di Liliana Moro, gesto forte e insieme misurato, ha messo la vetrina nella condizione di superare la propria natura di semplice contenitore, riconfigurandosi come presenza attiva nello spazio urbano. La superficie specchiante apre lo spazio, lo rende permeabile e partecipe, restituendo senza filtri ciò che accade all’esterno. In questo modo Platea diventa un luogo di relazione, un corpo che riflette e accoglie, capace di attivare un dialogo continuo con la città e con chi la attraversa. Gli artisti invitati entrano in ascolto di questa condizione, confrontandosi con uno spazio che amplifica riverberi, forme e suoni, e che si costruisce nel tempo attraverso una dinamica condivisa.»

 

Diana Lola Posani, Sonic Activation (dialogue with Tarek Atoui), 2025, Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Lorenzo Palmieri.

 

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PCM Studio di Paola C. Manfredi

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