sabato 12 settembre 2026 ore 15.30 – 19.30
inaugurazione su invito
PCM Studio, Milano
Tutto prende vita da una frattura, fisica e visiva: una pausa imposta, che interrompe un ritmo e obbliga a pensare, generando con la propria presenza uno spazio nuovo.
Nel cortile di PCM Studio, i lavori per la posa della fibra hanno interrotto una pavimentazione segnata molti anni prima dal precedente abitante dello spazio. Non un’opera d’arte, piuttosto un divertissement, il gesto libero di una persona di evidente energia e sensibilità che, secondo la memoria del luogo, avrebbe tracciato quelle geometrie dopo aver visto una mostra di Mondrian. Il tempo non le ha cancellate, ma trasformate attraverso l’uso e il calpestio, in una relazione continua e vitale con lo spazio, fino a renderle parte essenziale della sua identità.
È qui che Paola C. Manfredi invita Marco Paleari a intervenire con un’opera, e l’artista accetta di misurarsi con quella discontinuità, immaginando un nuovo lavoro a partire proprio da lì.
Nasce così BASTA ARTI SENZA GLORIA, il progetto espositivo che PCM Studio presenta da sabato 12 settembre, costruito intorno a due opere realizzate appositamente per l’occasione e alla disponibilità dell’artista a spostare i confini della propria pratica, oltre a una selezione di opere pittoriche e disegni. La mostra è visitabile su prenotazione negli spazi milanesi di via Farini 71, specificando il giorno e l’orario di visita.
Per l’intervento site-specific nel cortile, Paleari assume la frattura come materia del lavoro e si confronta per la prima volta con la resina, con le pendenze e le asperità di una superficie che sottrae al gesto parte del suo controllo. Il nuovo intervento si inserisce così in un luogo sul quale si sono già depositati gesti, usi e trasformazioni, aggiungendo un nuovo livello a quelli che lo hanno preceduto.
La seconda opera realizzata appositamente per la mostra nasce invece da un linguaggio già presente nella pratica di Paleari: i suoi trailer, video concepiti per accompagnare e anticipare i progetti. Per la mostra ne realizza uno coinvolgendo Giovanni Frangi come attore, insieme ad amici e complici. Poi decide di continuare.
Ciò che nasce come strumento di comunicazione perde progressivamente la propria funzione ancillare e diventa opera: il trailer si prolunga in un film, il racconto acquista autonomia e BASTA ARTI SENZA GLORIA prende forma come video-opera, fino a dare il titolo all’intero progetto.
Il riferimento a “Bastardi senza gloria” è esplicito, ma lo scarto di una parola apre un territorio diverso. “Basta arti senza gloria” è insieme titolo, esortazione e dichiarazione e introduce, con l’ironia che attraversa il lavoro di Paleari, una domanda meno leggera di quanto appaia: quale spazio resta all’arte fuori dai dispositivi della celebrazione e della consacrazione?
I due nuovi lavori sono accompagnati da una selezione di dipinti e opere su carta che attraversa la ricerca dell’artista. A unirli è quella disponibilità al rischio che costituisce uno dei nuclei del progetto: la possibilità che la creazione non coincida con la conferma di un linguaggio acquisito, ma con la temporanea rinuncia alle sue certezze.
Accompagna la mostra un testo-manifesto di Ferrante Ruspoli che interroga la possibilità di un’arte poetica e intimamente impegnata, capace di scomporre e ricomporre il mondo.
«Tutto è cominciato da una cosa molto semplice: un taglio nel lastricato a cui ho guardato come a una possibilità», racconta Paola C. Manfredi. «Ho chiesto a Marco di immaginare un’opera che potesse essere attraversata e che partisse proprio da quella traccia appartenuta alla storia del luogo e che non volevo né cancellare né restaurare. Mi ha colpito vedere quanto lontano abbia deciso di portare il mio invito, lasciandosi coinvolgere senza proteggersi dentro ciò che già sapeva fare e accettando, invece, di esporsi al rischio.»
BASTA ARTI SENZA GLORIA nasce dunque da una committenza intesa non come assegnazione di un tema, ma come possibilità di innescare un processo.
PCM Studio, luogo quotidianamente dedicato alla comunicazione dell’arte e della cultura, per alcune settimane modifica così la propria funzione. Non si trasforma in una galleria e non pretende di esserlo ma apre i propri spazi a un artista e alla possibilità che qualcosa vi accada.
Media relations:
PCM Studio di Paola C. Manfredi
