Palazzo Barbantini-Koch apre alla città come nuova sede de La Galleria BPER

Il nuovo Polo riunisce in un’unica sede la collezione permanente, gli spazi per le mostre temporanee e il patrimonio documentario dell’archivio storico BPER. Un progetto nel quale architettura, arte e archivio restituiscono la storia culturale della città.
Da giovedì 8 ottobre 2026 apre al pubblico “Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente”, il percorso permanente a cura di Lucia Peruzzi e Luciano Rivi, insieme alla mostra “VANITAS. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati”, a cura di Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni.

Palazzo Barbantini-Koch torna ad aprirsi alla città come Polo Culturale di Ferrara de La Galleria BPER. Lo storico edificio di corso della Giovecca, nato all’inizio del Novecento come sede della Cassa di Risparmio di Ferrara, assume oggi una nuova funzione pubblica e culturale, accogliendo la collezione permanente, gli spazi destinati alle mostre temporanee e il patrimonio documentario dell’Archivio storico dell’istituto.
L’apertura rappresenta una nuova tappa nello sviluppo di “Poli Culturali BPER. Un Sistema di Patrimonio Diffuso”, il progetto coordinato da La Galleria BPER che mette in rete sedi storiche, collezioni e archivi del Gruppo, trasformando luoghi nati con altre funzioni in presìdi culturali aperti alla collettività. Ferrara si affianca così a Modena, con Palazzo San Carlo, e a L’Aquila, con Palazzo Farinosi Branconi.
 
Il Polo di Ferrara nasce da una relazione particolarmente profonda con il territorio. Il palazzo, le opere e i documenti non costituiscono nuclei separati, ma le parti di una stessa storia: quella di un’istituzione bancaria cittadina e del suo rapporto con Ferrara, del ruolo svolto nel tempo nella tutela del patrimonio e della formazione di una raccolta che, attraverso acquisizioni, recuperi, donazioni e depositi, riflette oltre cinque secoli di cultura artistica.
Al piano nobile, “Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente”, a cura di Lucia Peruzzi e Luciano Rivi, presenta 135 opere tra dipinti, sculture, disegni e stampe, distribuite in 18 sale e circa 760 metri quadrati.  Il percorso mette in relazione i nuclei storici dell’ex Cassa di Risparmio di Ferrara con opere provenienti da altre raccolte della Corporate Collection BPER, attraversando la storia dell’arte dal Rinascimento al Novecento.
 
Ci sono collezioni che raccontano la storia dell’arte e altre che raccontano la storia di un territorio. Il progetto ferrarese nasce dall’incontro di queste due dimensioni. Le opere diventano strumenti attraverso i quali leggere la città, le sue istituzioni, il collezionismo, le dispersioni e i ritorni del patrimonio, ma anche le relazioni che Ferrara ha costruito nei secoli con altri centri e con la cultura artistica nazionale ed europea.
 
La sezione dedicata all’arte antica, curata da Lucia Peruzzi, ricostruisce la trama del collezionismo storico locale e la geografia culturale estense attraverso opere di Michele Coltellini, Domenico Panetti, Giovanni Battista Benvenuti detto l’Ortolano, Girolamo da Carpi, Tiziano e bottega, Carlo Bononi, Giuseppe Zola, tra gli altri. Il percorso dedicato all’Ottocento e al Novecento, curato da Luciano Rivi, restituisce invece la vitalità della cultura ferrarese attraverso figure come Gaetano Previati, Giuseppe Mentessi, Filippo de Pisis, Achille Funi, Arrigo Minerbi e il nucleo dell’artista italo-belga Jules Pierre Van Biesbroeck.
Accanto alle opere, il progetto porta all’attenzione del pubblico anche la memoria documentaria della città. L’Archivio storico della Cassa di Risparmio di Ferrara, confluito nell’Archivio Storico BPER nel 2017, conserva circa 570 metri lineari di documentazione: verbali, registri, carteggi, fotografie, elaborati progettuali e documenti contabili che consentono di ricostruire non soltanto la storia dell’istituto dal 1838, ma anche le trasformazioni economiche, sociali, urbanistiche e culturali di Ferrara.
 
Nella storica Sala del Consiglio, il patrimonio archivistico entra nel percorso di visita attraverso un progetto narrativo e multimediale che intreccia fonti originali e strumenti digitali. Lo storytelling, sviluppato da Promemoria Group, parte dal concept “I Palazzi Testimoni di BPER”: l’edificio viene letto come un palinsesto capace di conservare le tracce degli avvenimenti, delle trasformazioni e delle contraddizioni che lo hanno attraversato. Il nuovo sistema di identità, wayfinding, grafica e installazioni multimediali è firmato dallo studio Migliore+Servetto. Tre installazioni, riunite sotto il titolo FRAGMENTS, accompagnano il visitatore tra ingresso, mostre temporanee e percorso permanente, mettendo in relazione il patrimonio con l’architettura e con la storia dell’edificio attraverso immagini, dettagli, documenti e dispositivi interattivi.
 
L’apertura del Polo coincide inoltre con l’avvio del programma delle mostre temporanee. Dall’8 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 Palazzo Barbantini-Koch ospita “VANITAS. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati”, a cura di Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni, realizzata in collaborazione con 24 ORE Cultura. Attraverso oltre 40 opere tra dipinti e sculture, la mostra indaga la presenza del fiore nell’arte italiana tra Ottocento e primo Novecento, dal Romanticismo al Naturalismo, dal Divisionismo al Simbolismo, mettendo in relazione arti visive e poesia.
Il progetto del Polo non si esaurisce nell’apertura di uno spazio espositivo. Palazzo Barbantini-Koch è pensato come un luogo attivo, nel quale collezione, archivio, mostre, didattica, ricerca e public program possano costruire nuove occasioni di conoscenza e partecipazione.
In questa prospettiva si inserisce anche il Protocollo d’Intesa con Fondazione di Ferrara, finalizzato alla valorizzazione culturale del territorio attraverso attività congiunte: eventi, giornate di studio, seminari e visite; attività di divulgazione scientifica ed editoriale; percorsi formativi e tirocini negli ambiti della museologia, catalogazione, comunicazione e valorizzazione del patrimonio.
 
Dice Sabrina Bianchi, responsabile patrimonio culturale La Galleria BPER: «Con Ferrara diventano tre i Poli Culturali BPER aperti al pubblico. Tre luoghi diversi per storia e identità ma uniti da una stessa visione: restituire alla fruizione pubblica un patrimonio che appartiene profondamente ai territori in cui si è formato. Palazzo Barbantini-Koch è particolarmente significativo perché qui opere, archivi e architettura raccontano insieme la storia della città. Vogliamo che questo patrimonio non sia soltanto conservato, ma continui a produrre conoscenza, occasioni di incontro e nuove relazioni con il pubblico».
 
Il progetto è realizzato con il patrocinio del Comune di Ferrara e con il coinvolgimento di Fondazione di Ferrara e della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio competente.

 

Per entrambe: © Paolo Pugnaghi

 

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