Denzil Forrester entra a far parte della galleria Thaddaeus Ropac

Nel corso di oltre quattro decenni, Denzil Forrester (n. 1956) ha sviluppato una pratica pittorica radicata nei suoni e nell’energia vitale della scena dub e reggae londinese dei primi anni Ottanta, dando forma al ritmo, al movimento e all’emozione attraverso la linea e il colore. Traducendo in termini visivi le tecniche musicali del campionamento, del missaggio e del looping, crea composizioni audaci e dinamiche che affondano le radici nella tradizione pur restando inconfondibilmente personali.

Ammiro da tempo il lavoro di Denzil. Come i suoi predecessori, che trassero ispirazione dalla musica e dalla vita notturna, anche lui possiede una straordinaria capacità di distillare l’energia di un’atmosfera, il movimento e le emozioni condivise di gioia, nostalgia o paura. I suoi dipinti sono tra i più avvincenti e originali della sua generazione. Dopo aver esposto le sue opere nella nostra mostra collettiva Artists I Steal From, curata da Alvaro Barrington nel 2019, siamo entusiasti di rappresentarlo oggi. – Thaddaeus Ropac

La nostra prima mostra personale dedicata a Forrester si terrà a Londra nel giugno 2027. Coinciderà con l’inaugurazione di un’ampia retrospettiva a The Box di Plymouth, insignito del titolo di Art Fund Museum of the Year nel Regno Unito, che riunirà dipinti e disegni realizzati nel corso degli ultimi cinque decenni. Le sue opere sono attualmente esposte nella mostra The Music is Black: A British Story al V&A East Museum di Londra (fino a gennaio 2027) e sono state recentemente incluse nella Backyard Biennial: East alla Whitechapel Gallery di Londra (2026).

Una rivelazione, per me, è stato vedere i lavori recenti usciti dallo studio di Denzil. Hanno una delicatezza e una forma che forse nascono dal suo riflettere sul proprio passato. Questi nuovi dipinti hanno una qualità onirica e scaturiscono tanto dalla sua immaginazione quanto dai suoi studi dal vero. –Peter Doig
 
La padronanza del disegno di Denzil Forrester e la sua dedizione all’atto del dipingere rivelano una profonda immersione nella storia dell’arte e nell’opera di pittori tanto diversi quanto Giotto, Goya, Caravaggio, Leonardo e Michelangelo, Max Beckmann e Otto Dix, Paul Cézanne, Picasso e gli impressionisti francesi. Come ha scritto il poeta e pittore John Lyons, ‘il rispetto di Denzil per la tradizione è la manifestazione della volontà di trovare un’identità all’interno di due culture, quella afro-caraibica e quella europea, entrambe fondamentali nel suo percorso di maturazione come artista’.

La maggior parte dei miei compagni della scuola d’arte guardava all’espressionismo astratto nordamericano, ma io sapevo di dover trovare qualcosa che mi scuotesse e mi smuovesse dall’interno. Negli anni Ottanta cominciai a disegnare in nightclub come il Phebes di Dalston, perché avevo capito che le ninfee di Monet e i paesaggi di Van Gogh nascevano da una motivazione semplice: la pittura stessa. Bisogna dipingere qualcosa che abbia un significato per te. – Denzil Forrester

Esplorando il nightclub come uno spazio capace di accogliere gioia estatica, musica ed espressione, ma anche malinconia e nostalgia di casa, i suoi dipinti rispecchiano la duplicità del paesaggio sociale e culturale londinese, che conviveva con le tensioni razziali e le violenze della polizia degli anni Ottanta. Le tavolozze ricche e sature dell’artista rispondono agli ambienti e ai luoghi in cui ha vissuto: il paesaggio assolato di Grenada della sua infanzia, fino al trasferimento a Londra nel 1967; Roma, dove nel 1983–85 svolse una residenza presso la British School, assorbendo dalla città e dal suo straordinario patrimonio artistico il gusto per una luce pura e nitida; la luce limpida e l’atmosfera della Cornovaglia, dove Forrester si è trasferito nel 2016 e dove oggi vive e lavora.

Fare esperienza delle immagini e dei suoni vibranti vissuti da Forrester significa celebrarne la straordinaria abilità artistica, l’acuta capacità di osservazione e il ricco ritmo compositivo. – Sheena Wagstaff, curatrice.

 

Images: © Denzil Forrester. Courtesy Thaddaeus Ropac gallery, London · Paris · Salzburg · Milan · Seoul. Photo: Eva Herzog. Professor Version, 2025, Oil on canvas, 274 x 203 cm (107.87 x 79.92 in).

 

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