SPECIAL

 IL CONTEMPORANEO IN CALABRIA.
                               A CHE PUNTO SIAMO?
– Loredana Barillaro

Attraverso questo studio SMALL ZINE pone lo sguardo sull’interesse più o meno diffuso, da parte di addetti ai lavori e di pubblico, verso ciò che di “contemporaneo” accade in Calabria. Molto si è fatto, ma ancora di più occorre pensare ed attuare. Nel corso degli anni sono nati musei, fondazioni, spazi alternativi ai contesti ufficiali, ma quanto è efficace il sistema del contemporaneo in Calabria? Chi sono gli operatori, gli spazi deputati? In quanti sono pronti a scommettere su un suo reale sviluppo? Quali le aspettative? A queste e altre domande abbiamo cercato di rispondere con l’aiuto di coloro che operano quotidianamente nella Regione.
ellebi

Claudia Sirangelo – ELLEBI Galleria d’arte, Cosenza 

Sei figlia d’arte in tutti i sensi e la tua galleria ha alle spalle una grande tradizione di impegno nel contemporaneo in tempi non sospetti, per Cosenza e per la Calabria. Capita che mi racconti degli incontri da bambina con Mimmo Rotella, Baumgartner o altri… In tutti questi anni cosa è cambiato nella scena artistica calabrese, in termini qualitativi e di risposta da parte del pubblico? Meglio oggi o qualche rimpianto per ieri?
 

La galleria Ellebi è il frutto di un’esperienza pluriennale nel campo dell’arte che,  in una realtà difficile come la Calabria,  ma,  al contempo, ricettiva ai grandi avvenimenti legati ad artisti di fama nazionale ed internazionale, ha operato nel corso degli anni ponendo particolare attenzione alla ricerca e alle avanguardie artistiche. Da bambina ero affascinata da questo mondo per me molto particolare e ricco di genialità. Devo alla sensibilità di mio padre Giancarlo quanto sono riuscita ad apprendere. E’stato lui che, con grande intuito, ha saputo anticipare i tempi realizzando personali di artisti  che avrebbero esposto, in seguito, in  importanti contesti dedicati all’arte. Maestri come Mimmo Rotella, Franco Angeli,  Antonio Marasco, Carlo Levi erano graditi  ospiti e  i protagonisti di serate memorabili trascorse insieme. (…)

Alberto Fiz – Direttore artistico MARCA, Catanzaro

Qual è lo stato di salute di cui gode il contemporaneo in Calabria. Può essa divenire terreno fertile e stare al passo con il resto dell’Italia. Riguardo al collezionismo, chi è più ricettivo, il pubblico o il privato?


L’Italia non gode di buona salute e la Calabria dovrebbe perdere il proprio complesso d’inferiorità. Le potenzialità della regione sono molteplici con straordinarie opportunità ancora da sfruttare. L’arte contemporanea è un linguaggio difficile che non trova un’immediata adesione in quanto non è ancora codificato. Il nuovo crea disagio e il pubblico tende a reagire con diffidenza. Ma questo accade in ogni parte d’Italia, da Torino a Palermo. In Calabria il processo di consapevolezza nei confronti dell’arte contemporanea è iniziato più tardi ma questo non significa affatto che di fronte ad una buona progettualità i risultati non si ottengano. L’esempio del MARCA e del progetto Intersezioni lo sta a dimostrare. La decisione da parte dell’amministrazione provinciale e del suo presidente Wanda Ferro di puntare sull’arte contemporanea è stata vincente, sebbene abbia richiesto molto coraggio. Intorno a proposte innovative si è sviluppato un circolo virtuoso che ha coinvolto l’intera città di Catanzaro. (…)Fabio De Chirico – Galleria Nazionale di Cosenza

Nel suo lavoro riesce ad unire luoghi appartenenti alla tradizione con esposizioni e artisti che suggeriscono al meglio il suo spirito contemporaneo. Che difficoltà trova in questo, il territorio è in grado, secondo lei, di recepire un messaggio nuovo o bisogna ancora aspettare? 
 
In effetti come Soprintendenza ci occupiamo soprattutto della tutela e del restauro, e ovviamente queste attività sono rivolte al patrimonio culturale, quindi al passato. Tuttavia la valorizzazione, attività condivisa con tutti gli enti territoriali e locali, ci consente un’apertura al contemporaneo. Tra l’altro trovo che sia essenziale occuparsi anche di quanto a livello artistico si produce, di quella che è la nostra koinè culturale, nell’ottica di selezionare e contribuire, scientificamente, a dare riconoscibilità istituzionale e museale a alle arti visive contemporanee. Non si può solo tutelare senza fornire spazi a quanto si produce. (…)
Rocco Guglielmo – Fondazione Rocco Guglielmo, Catanzaro 
 
Credo che la sua Fondazione abbia aperto una nuova dimensione per l’arte contemporanea in Calabria. Da privato collezionista decide di scendere in campo e di rendere “pubblica” la sua passione per l’arte, che ruolo avrà dunque la Fondazione Rocco Guglielmo nello sviluppo di una “visione” contemporanea nella Regione? Come collezionista si sente solo o è in buona compagnia?
Vorrei che la mia Fondazione coprisse alcuni vuoti regionali attraverso un’attività di promozione e conoscenza capillare, impattante per risultati ma morbida per approccio pedagogico. Significa partire senza dubbio dalle mostre non dimenticando mai la valenza della divulgazione e del confronto, della ricerca e della produzione. La stessa mancanza di una sede fissa mi permette la giusta flessibilità sul territorio calabrese, aprendomi a rapporti con le università e le accademie,  cercando l’eccellenza territoriale e portando qui artisti italiani e internazionali che possano migliorare la coscienza culturale del territorio stesso. Una Fondazione è una sfida che va giocata ogni giorno, creando movimento di idee attraverso la costruzione di molteplici progetti. Tutto nasce da una mia passione privata, da un amore viscerale per l’arte contemporanea. Mi piace conoscere e approfondire nuovi artisti, indagare le possibilità dei linguaggi visivi, entrare nei codici concettuali delle opere, dentro i contenuti etici che un bravo artista sviluppa. (…)

Tonino Sicoli – Polo Museale Rendese, Rende 

Osservatore privilegiato nonché operatore a tutto campo, dimmi, come si evolve il contemporaneo in Calabria? E ai giovani artisti dalle belle speranze cosa viene offerto, li attende qualcosa di buono?
 
Penso che gli artisti calabresi delle giovani generazioni siano abbastanza informati di quanto accade nel resto del mondo per cui mi pare che siano abbastanza in linea con le declinazioni attuali della ricerca. Insomma sono meno provinciali. Certo le difficoltà di chi opera in una regione periferica come la Calabria sono ancora forti, ma molto di è fatto rispetto ai tempi pionieristici degli anni Ottanta. Non bastano però le strutture e le istituzioni per l’arte come i Musei, le Gallerie, le Accademie e le Università. Oggi gli artisti forse non devono emigrare più ma devono mettere in conto un sano nomadismo che li porti a viaggiare e a confrontarsi con i modelli esterni. (…)
 
Dall’alto: ELLEBI Galleria d’arte, Cosenza; Museo MARCA, Catanzaro; LA COSTANTE COSMOLOGICA, Catanzaro; MUSEO DEL PRESENTE, Rende (Cs).


pp. 9-10 SMALL ZINE N. 0, Ottobre – Dicembre 2011.
 
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