Studio Visit in Bevilacqua La Masa

di Redazione

L’esperienza di studio visit negli atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia si delinea come un momento importante di riflessione e comprensione ulteriore della sfera artistica contemporanea mediante l’approccio al lavoro dei giovani artisti che “occupano” per dodici mesi gli studi divisi fra Palazzo Carminati in Santa Croce e nel complesso dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca.

L’arte come momento esperienziale, è di questo che pensiamo si tratti.

Un periodo – la sessione 2015/2016 sta per concludersi – in cui gli artisti sono chiamati a riflettere per creare e realizzare progetti che la Fondazione mira a promuovere. Un lavoro lodevole di accompagnamento su un percorso già qualitativamente avviato.

L'atelier di Miriam Secco alla Giudecca
L’atelier di Miriam Secco alla Giudecca
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Francesco Nordio nel suo atelier alla Giudecca

Abbiamo incontrato Caterina Morigi, Francesco Nordio, Miriam Secco, Davide Sgambaro, Sebastiano Sofia, Matteo Stocco, Valerio Veneruso, Annalisa Zegna ed Enej Gala, artisti di cui certamente seguiremo il lavoro.

Valerio Veneruso tra l’altro è il curatore e ideatore di TorchioFolks, un’esposizione che ha visto riunite le opere di quanti hanno preso parte all’attività nel suo atelier a Palazzo Carminati nel corso dei Torchio Talks – dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea – una serie di incontri – con tanto di pubblico – con artisti che lavorano con metodologie diverse, dalla grafica, all’illustrazione, al design, al fine di effettuare un’indagine sul territorio veneziano per capire i confini – gli eventuali confini – fra arti grafiche ed arte contemporanea, appunto. Il tutto a partire dalla riattivazione di un torchio calcografico collocato da tempo immemore nella sala comune di palazzo Carminati.

Dalle nostre conversazioni con i singoli artisti degli atelier quello che è emerso è un’arte partecipata, relazionale, “contaminata” dal contributo di diverse figure professionali per realizzare veri e propri sistemi emotivi. Mediante la circolarità delle informazioni e delle esperienze, accanto ad approcci multidisciplinari, si giunge a lavori e progetti che si pongono come momento di studio e valutazione dei fenomeni.

La Fondazione BLM – istituzione tanto antica quanto longeva e lungimirante – mostra ancora, una volta, un’estrema e preziosa apertura, nota evidentemente già a partire dalla donazione della duchessa Felicita Bevilacqua La Masa…

A prestissimo dunque!

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