SHIFTING CROSSROADS | Beirut Contemporary

un progetto di Saikalis Bay Foundation
 
dal 23 marzo al 3 luglio 2026
 
Con Catherine Cattaruzza, Simone Fattal, Joana Hadjithomas & Khalil Joreige, Mona Hatoum, Lamia Joreige, Omar Mismar, Rabih Mroué, Stéphanie Saadé, Soraya Salwan Hammoud e Akram Zaatari

CIRCOLO, Milano
 
 

Saikalis Bay Foundation presenta, da lunedì 23 marzo 2026, la collettiva Shifting Crossroads|Beirut  Contemporary, dedicata all’esplorazione di Beirut come vibrante crocevia del Mediterraneo: un luogo di  incontri, scambi culturali e continuità, dove le storie si stratificano e vengono reimmaginate attraverso la  pratica artistica, tra tempo e memoria, archivio e luogo, visibile e invisibile, in un dialogo continuo fra  presenza e assenza.  

La mostra riunisce le opere di Catherine Cattaruzza, Simone Fattal, Joana Hadjithomas & Khalil Joreige,  Mona Hatoum, Lamia Joreige, Omar Mismar, Rabih Mroué, Stéphanie Saadé, Soraya Salwan Hammoud  e Akram Zaatari, restituendo l’immagine di una città attraversata da stratificazioni storiche e tensioni  contemporanee. Disegni, fotografie, video, sculture e installazioni — dai banner in PVC recuperato alla  porcellana — costruiscono un paesaggio visivo in cui i confini non sono linee stabili ma faglie in  movimento: spazi di frattura e ricomposizione dove identità, lingue e narrazioni si sovrappongono,  generando nuove forme di scambio e continuità. 

Beirut emerge come città-palinsesto e crocevia culturale, dove il passato rimane leggibile e nuovi linguaggi prendono forma. I confini non sono intesi come linee stabili, ma come “faglie” e geografie in costante movimento: zone di frattura e ricomposizione dove identità, lingue e racconti convergono, si sovrappongono e si ricompongono, aprendo possibilità di scambio, incontro, ascolto e continuità. Radicata in una lettura ampia della storia della regione, la mostra attraversa le dinamiche di potere e le  ridefinizioni geopolitiche: dalla Berytus romana alle relazioni con la Repubblica di Venezia e la corte dei  Medici, fino alle ridefinizioni geopolitiche del Novecento — dal Trattato Sykes–Picot (1916) al mandato  francese sul Libano (1920). In questo contesto, gli artisti trattano i confini come questioni aperte, dove memoria, politica e storie personali restano vive. Non per “risolvere” il passato, ma per trasformare le  fratture in soglie da cui immaginare nuove connessioni, solidarietà e futuri condivisi ancora in formazione. 

In questo contesto, Shifting Crossroads | Beirut Contemporary si configura anche come un atto di responsabilità e partecipazione: un invito a guardare Beirut non solo attraverso le sue fratture storiche e  geopolitiche, ma come spazio vivo di resistenza culturale e immaginazione condivisa. La mostra si propone così come luogo di ascolto e consapevolezza, in cui le pratiche artistiche diventano strumenti per  elaborare il presente e mantenere aperto il dialogo, trasformando la vulnerabilità in possibilità di relazione. In un momento segnato da tensioni e sofferenze, l’arte riafferma la propria capacità di generare  connessioni, attivare empatia e alimentare una prospettiva di continuità, ricordandoci che anche nelle condizioni più fragili è possibile costruire nuove forme di vicinanza e di futuro.

 

 Ph: Andrea Rossetti.

 

Media relations:

PCM Studio di Paola. C. Manfredi

 

NEWS

Archivio

SMALL ZINE da sempre si connota per una linea editoriale sobria, rigorosa e per una costante attenzione alla qualità dei contenuti. Semplice, chiaro, immediato e di efficace fruizione. Un progetto che pone attenzione alla scena artistica contemporanea del panorama nazionale e internazionale. 

Seguici su

SMALL ZINE – Magazine online di arte contemporanea © 2026 – Tutti i diritti riservati.
Aggiorna le preferenze sui cookie