22 – 23 – 24 ottobre 2026
Migliore+Servetto, Milano
In occasione di BIG – Biennale Internazionale Grafica, festival diffuso dedicato al design della comunicazione e alle culture visive, Migliore + Servetto apre le porte del proprio studio. Un percorso attraverso nove progetti, dall’Italia alla Corea del Sud, un racconto in cui l’archigrafia emerge come un dispositivo vivo, capace di orientare comportamenti, dare identità ai luoghi e arricchire l’esperienza della città.
La mostra presenta nove progetti che raccontano la ricerca dello studio sul rapporto tra grafica, architettura e spazio urbano, attraverso interventi capaci di agire a scale differenti: dall’edificio al quartiere, fino alla città e al paesaggio. Un percorso in cui il segno grafico supera la sua funzione strettamente informativa per diventare materia spaziale e relazionale, capace di generare nuove esperienze e contribuire a rendere la città più leggibile, riconoscibile e in grado di suscitare appartenenza.
Il titolo della mostra prende ispirazione dagli antichi portolani, guide per la navigazione che, attraverso un linguaggio articolato di segni, indicazioni e riferimenti, accompagnavano i naviganti alla scoperta di nuovi territori. Allo stesso modo, l’archigrafia urbana interpreta la complessità dello spazio contemporaneo, ne rende leggibili percorsi e relazioni e accompagna le persone nell’esperienza della città. Per Migliore+Servetto, infatti, l’archigrafia non coincide semplicemente con la segnaletica o con l’applicazione della grafica all’architettura, ma rappresenta un sistema progettuale che integra tipografia, colore, luce, materia, movimento e paesaggio. Una forma di space editing che interviene su luoghi già caratterizzati da architetture, memorie e abitudini, interpretandone l’identità e introducendo nuovi livelli di lettura.
I nove progetti in mostra restituiscono la varietà delle applicazioni di questo approccio, mettendo in dialogo interventi di orientamento, identità visiva e allestimento urbano. A Milano, i sistemi di wayfinding sviluppati per MIND – Milano Innovation District, LivinUP SeiMilano e Milano Certosa District raccontano il ruolo dell’archigrafia nei processi di trasformazione urbana, dove segni, cromie e dispositivi spaziali diventano strumenti per rendere riconoscibili i luoghi e rafforzare il senso di appartenenza. A questi si affianca il progetto per Palazzo Reale, che esplora il rapporto tra orientamento, identità e fruizione degli spazi culturali.
La dimensione culturale e museale emerge anche negli interventi per The Human Safety Net, la Fondazione sociale del Gruppo Generali, ospitata nelle Procuratie Vecchie a Venezia, e per La Galleria BPER nelle sedi di L’Aquila, Modena e Ferrara, dove il linguaggio grafico contribuisce a costruire sistemi di identità e orientamento capaci di dialogare con il patrimonio architettonico e culturale. Il percorso si estende alla scala della città con l’allestimento urbano per i Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, progettato insieme a Italo Lupi, esempio di come un sistema diffuso di segni, colori e installazioni possa trasformare l’immagine urbana, costruendo una partitura visiva riconoscibile e condivisa.
Infine, la mostra rivolge lo sguardo alla Corea del Sud, con due progetti nella città di Busan: Waterfront Door / Into the Ocean e Blue Line Park, che esplorano il rapporto tra archigrafia, paesaggio ed esperienza dello spazio pubblico. Qui il progetto supera la funzione orientativa per definire nuovi luoghi dello stare, di relazione tra le persone e connessione tra elemento antropico e elemento naturale, trasformando il percorso stesso in un’esperienza narrativa. Attraverso questi nove casi studio, “Portolani” propone una riflessione sul segno come elemento attivo nella costruzione dello spazio contemporaneo. Frecce, portali, landmark, pattern e installazioni non sono concepiti come oggetti isolati, ma come elementi di un vocabolario condiviso, una sintassi urbana che scandisce sequenze, pause e connessioni, dando forma a nuove modalità di relazione tra persone e luoghi.
Migliore+Servetto, Portolani. Courtesy of Migliore+Servetto.
Per info:
studio@miglioreservetto.com
