La Fondazione Società delle Api annuncia la nomina di Eva Fabbris a Direttrice artistica. Già membro dell’Advisory Board fin dal suo inizio, Fabbris assume l’incarico che segna una nuova fase nel percorso di sviluppo istituzionale di Società delle Api, rafforzandone la struttura curatoriale e preservando al contempo la dimensione collettiva che caratterizza la Fondazione. La sua direzione contribuirà a dare forma curatoriale a un’intelligenza già corale, che implica il ruolo di artisti e curatori nella costruzione del programma culturale.
La nomina avviene in un momento di particolare vitalità della Fondazione. Con l’apertura dello spazio romano di via Gregoriana 40, il 14 febbraio 2026, Società delle Api ha dato espressione alla propria natura e alla propria missione: accogliere e riunire artisti, curatori e studiosi, creare le condizioni perché dal confronto possano nascere progetti condivisi. In occasione dell’inaugurazione, oltre 70 tra artisti, designer, curatori e critici legati alla Fondazione sono stati invitati a realizzare un contributo su carta in formato A4. Il progetto ha tradotto in un gesto essenziale i principi di appartenenza, accoglienza e condivisione che caratterizzano Società delle Api. Nel corso del primo anno di attività a Roma, questa attitudine ha trovato ulteriore sviluppo in un programma espositivo e culturale che ha portato nello spazio pubblico una rete di relazioni e pratiche di scambio costruita nel tempo.
Da questo processo è nato un primo ciclo di mostre, tra progetti già presentati e appuntamenti in programma, ciascuno con una propria voce e un diverso modo di interpretare gli spazi e il pensiero della Fondazione. Nel loro insieme, le mostre delineano una stagione fondativa: una pluralità di sguardi attraverso cui Società delle Api ha scelto di presentarsi alla città e di sviluppare il proprio contributo alla cultura contemporanea. Attorno a Società delle Api si sono riunite competenze che spaziano dalla pratica artistica alla curatela, dalla direzione museale all’editoria: dal loro confronto nascono progetti autonomi, che contribuiscono a una visione condivisa.
Dichiara Silvia Fiorucci, fondatrice della Società delle Api: «La nomina di Eva Fabbris alla direzione artistica di Società delle Api mi riporta allo spirito con cui è nata questa esperienza: il desiderio di condividere e ampliare la mia passione per l’arte, trasformando un percorso personale di collezionista in un’esperienza collettiva, fatta di incontri, relazioni e affetti. Eva è una delle persone con cui ho condiviso questo percorso fin dall’inizio, costruendo negli anni un rapporto di amicizia, stima e profonda affinità. Sono quindi particolarmente felice che oggi, con la sua esperienza professionale e sensibilità curatoriale, possa contribuire ancora più attivamente all’evoluzione della Fondazione. Insieme vogliamo continuare a coltivare la natura collettiva e sperimentale che ci caratterizza, arricchendola della visione di Eva, capace di aprire nuove prospettive di ricerca e immaginare forme inedite di produzione e condivisione dell’arte».
Dichiara Eva Fabbris: «Conosco e partecipo alla Società delle Api fin dalla sua fondazione; mi sono sempre riconosciuta e ho tratto grande ispirazione dalla centralità che nelle sue attività e nello spirito che la anima è dato agli artisti. È dalle loro poetiche che si alimenta la visione con cui Silvia ha inventato il prototipo di un progetto d’arte basato su incontri e affinità. La formula della Società fino ad ora è stata improntata all’informalità e alla fluidità di formati; con l’apertura dello spazio romano vogliamo condividerne le sensibilità e i risultati con un pubblico più ampio, per estendere i termini del dialogo e della ricerca. Sono felice di condurre questo processo».
Eva Fabbris contribuirà già dalla stagione 2027 alla progettazione culturale della Fondazione attraverso l’ideazione di contenuti discorsivi che affiancheranno il calendario espositivo già definito. L’intera programmazione da lei ideata prenderà avvio nel 2028. Il lavoro sui nuovi progetti procederà dunque insieme allo sviluppo del primo ciclo, lasciando a ogni ricerca il tempo di compiersi e di aprire ulteriori prospettive.
Silvia Fiorucci e Eva Fabbris. Crediti foto: Camilla Maria Santini.
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