a cura di Bianca Buccioli e Giulia Monroy
dal 12 novembre 2026 al 7 gennaio 2027
Officine Bellotti, Palermo
Fondazione Elpis presenta Se ascolti tutto risponde. Storie e gesti di Una Boccata d’Arte, negli spazi di Officine Bellotti a Palermo. Curata da Bianca Buccioli e Giulia Monroy, la mostra è aperta al pubblico gratuitamente dal 12 novembre 2026 al 7 gennaio 2027.
Dopo la mostra Paesi miei, tenutasi nell’autunno 2025 presso Manifattura Tabacchi di Firenze, Fondazione Elpis prosegue il percorso di valorizzazione di Una Boccata d’Arte, portando negli spazi espositivi di una città italiana, quest’anno Palermo, il racconto decentrato e situato delle esperienze artistiche nate durante la manifestazione. Una Boccata d’Arte, progetto di Fondazione Elpis nato da un’idea della presidente Marina Nissim, è un’iniziativa unica nel suo genere, che inaugura ogni anno 20 nuovi interventi artistici in 20 borghi diversi, uno per ogni regione italiana.
Se ascolti tutto risponde raccoglie una selezione di opere e tracce dei venti interventi realizzati nell’ambito della settima edizione di Una Boccata d’Arte, conclusasi il 4 ottobre 2026, insieme a un archivio dedicato ai sette anni del progetto, con video, suoni, pubblicazioni e materiali documentari prodotti dal 2020 al 2026. Un insieme che restituisce la pluralità di esperienze nate nei territori e che permette di attraversare la storia di un progetto peculiare, che dal 2020 porta l’arte contemporanea nei borghi italiani.
Nello spirito di Una Boccata d’Arte, attraverso Se ascolti tutto risponde Fondazione Elpis espande il racconto della manifestazione oltre i confini geografici e paesaggistici nei quali le opere sono state concepite, consegnando a Palermo il patrimonio di relazioni, conoscenze e pratiche che gli artisti hanno sviluppato a stretto contatto con i luoghi e le comunità da cui provengono.
Gli interventi dei venti artisti della settima edizione – Enea Toldo, Andrea Ferrero, Dominique White, Anouk Tschanz, Francesco Alberico, Renato Grieco, Caterina Gobbi, Vasilis Papageorgiou, Lara Dâmaso, Abdel Karim Ougri, Maja Escher, Natalya Marconini Falconer, Alice Minervini, Angelo Leonardo, Rebecca Moccia, Enrico Malatesta, Aterraterra, Francesco Toninelli, Irene Macalli e Ilare – nascono dall’incontro con paesaggi, persone, saperi e pratiche quotidiane, e assumono la dimensione relazionale come parte integrante del processo artistico.
Trasferite in mostra, le opere, originariamente concepite per dialogare con spazi urbani, piazze e architetture locali, si aprono a nuovi contesti e prospettive, conservando l’intensità degli incontri e delle esperienze che ne hanno determinato la forma. Ne emerge un patrimonio di storie e relazioni che continua a vivere e a tracciare un possibile orizzonte futuro: quello di un Paese inteso come una rete di luoghi, economie, gesti e sentimenti.
Dopo Palermo, alcune opere torneranno in maniera permanente nei borghi in cui sono nate; altre ne restituiranno tracce, frammenti o nuove elaborazioni. È nel passaggio da un contesto all’altro, nella tensione tra decontestualizzazione e ricontestualizzazione, che le opere continuano a generare significati e relazioni. Non testimonianze immobili di esperienze concluse, ma materia viva, capace di attivare nuovi dialoghi e di costruire ulteriori connessioni, mantenendo al tempo stesso la memoria degli incontri avvenuti.
PUBLIC PROGRAM
Nel corso della mostra sono previsti appuntamenti pubblici dedicati al progetto come Passacalle, performance inedita e itinerante del compositore Renato Grieco in programma nella giornata di inaugurazione. La performance di Grieco mette in dialogo due suoi progetti musicali: Doppiopasso, scritto per ensemble di ottoni e sviluppato a partire dall’immaginario bandistico, e Continua, realizzato quest’anno a Lugo di Vicenza per Una Boccata d’Arte, intrecciando la memoria del paese a quella della cartiera attorno alla quale si è sviluppata per secoli la sua economia. Il titolo richiama l’origine della passacaglia, una musica che veniva eseguita attraversando le strade. A Palermo, un quartetto di tuba, eufonio, trombone e corno francese, guidato dalla performer Claudia Ottavia Piccolo, si incammina insieme al pubblico attraversando le vie della città fino a Officine Bellotti. Qui, nell’ambiente un tempo destinato allo stoccaggio della carta, Grieco prosegue la performance alla viola da gamba con il repertorio di danze composto per Continua, conducendo il pubblico in una dimensione di ascolto più raccolta. La musica attraversa così luoghi, memorie e scale differenti senza mai interrompersi, accompagnando l’ingresso del pubblico nella mostra.
Il 20 dicembre, gli spazi di Officine Bellotti ospitano una performance di Caterina Gobbi, Sara Persico e Luca Boffi, sviluppata a partire dall’esperienza realizzata ad Andreis durante Una Boccata d’Arte. Nel borgo friulano, segnato dalla presenza di un centro avifaunistico dedicato alla cura e al recupero dei rapaci feriti, il progetto intrecciava una passeggiata guidata da Boffi a un lavoro sonoro di Gobbi e Persico, costruito a partire dai richiami e dai comportamenti comunicativi degli uccelli. A Palermo i tre autori ripensano insieme questa esperienza per gli spazi di Officine Bellotti, dando nuova forma alla ricerca sull’ascolto, sulla relazione e sulla cura avviata ad Andreis.
La mostra consolida inoltre una rete di collaborazioni con realtà formative e culturali del territorio palermitano, coinvolte attivamente nel progetto. L’Accademia di Belle Arti di Palermo partecipa attraverso il coinvolgimento di studenti e studentesse nelle attività di mediazione culturale della mostra, mentre il Conservatorio di Musica Alessandro Scarlatti di Palermo prende parte alla performance inaugurale di Renato Grieco, contribuendo alla sua attivazione e al suo radicamento nel contesto della città.
Abdel Karim Ougri, mar-HB4, Ficulle, Umbria. Ph Biagio Palmieri. Opera realizzata con il sostegno di Fondazione Elpis nell’ambito di Una Boccata d’Arte 2026.
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